Un tesoro sepolto in Antartide

Un gruppo di ricerca di Manchester è riuscito a rilevare la presenza di un enorme numero di meteoriti ricchi di ferro sepolti sotto poche decine di centrimetri di ghiaccio antartico, che sarebbero sfuggiti alle precedenti esplorazioni del continente.

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Terre della Regina Vittoria, Antartide, foto di Maria Stenzel, nationalgeographic.it

Il continente antartico è da sempre il luogo migliore in cui andare a cercare meteoriti, per due ragioni fondamentali: le rocce scure risaltano molto rispetto al candido ghiaccio ed il moto dei ghiacci spesso porta in superficie rocce anche molto antiche, tra cui meteoriti caduti nei secoli passati, che convergono in alcune zone specifiche a causa dei flussi di ghiaccio.
Per queste ragioni circa i due terzi dei campioni di meteorite raccolti a livello globale sono stati trovati in Antartide. Tuttavia, questi campioni erano, finora, stranamente poveri di ferro rispetto ai meteoriti trovati in altre regioni del globo.

Secondo un recente modello elaborato in uno studio a prima firma G.W. Evatt e M.J. Coughlan, dell’università di Manchester, i meteoriti ricchi di ferro ci sono, ma a causa della loro elevata conduttività termica si scaldano sotto al Sole e, sciogliendo il ghiaccio sottostante, vi affondano di qualche decina di centimetri. Con successivi esperimenti di laboratorio è stato provato che questo fenomeno, che non avviene per i meteoriti poveri di ferro, è in grado controbilanciare la risalita causata dai moti del ghiaccio, mantenendo quelli ricchi di ferro intrappolati sotto la superficie.

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Il processo di immersione nel ghiaccio del meteorite ricco di ferro, come simulato in laboratorio dal team di ricercatori di Manchester

Inoltre è stato anche provato che queste affermazioni sono tanto più vere quanto i meteoriti sono piccoli, in quanto questi possiedono una maggiore efficienza nel trasporto di calore e affondano più rapidamente. Tuttavia occorre considerare che i ripetuti processi di variazione di temperatura e di glaciazione possono rompere i meteoriti più grandi in frammenti più piccoli, rendendo quindi il processo più rapido.

Se si riuscisse ad accedere a questa enorme riserva di meteoriti ferrosi, avremmo un gran numero di informazioni e dati in più per comprendere l’origine del Sistema Solare nelle fasi di formazione planetaria.

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