Plutone sotto i riflettori – Parte V: la geologia

A luglio 2015 la sonda New Horizons è giunta vicino al pianeta nano più famoso del Sistema Solare. Dopo mesi di analisi dei dati ottenuti, il team di ricerca della New Horizons ha deciso di pubblicare i risultati di queste analisi in una serie di articoli su Science.

In questo ultimo articolo si parlerà della struttura geologica di Plutone e del suo satellite Caronte.

F4.large
Alcuni particolari della superficie di Plutone

La sonda New Horizons della NASA ha rivelato la complessa geologia di Plutone e Caronte. Sono infatti mondi molto interessanti dal punto di vista geologico, dominati dai moti dei ghiacci che rivestono la loro superficie. Mostrano inoltre una grande varietà di ambienti diversi, ognuno con le sue caratteristiche che lo rendono particolare ed interessante.

Una delle zone più interessanti è la grande Sputnik Planum, l’enorme distesa pianeggiante che si può vedere su un lato del pianeta.
Questa è costituita soprattutto da ghiaccio di azoto e per questa ragione non vi si può osservare neanche un cratere da impatto in quanto i moti dei ghiacci tendono a ripristinare sempre la struttura pianeggiante.
Sembra che questo ghiaccio di azoto vada ad innescare un ciclo simile a quello che osserviamo per l’acqua sulla Terra: infatti questo ghiaccio sublima (passa allo stato gassoso) e va nell’atmofera dalla quale tende poi a ridepositarsi, solidificando, in altre regioni del pianeta.
I blocchi di ghiaccio, infine, si muovono in maniera molto simile a quella dei ghiacciai sulla Terra. Inoltre, sul lato ovest dello Sputnik Planum si trovano dei grandi blocchi di ghiaccio d’acqua e si pensa che vengano spinti in questa regione dai moti del ghiaccio d’azoto. Infatti il ghiaccio d’acqua è meno denso di quello di azoto e può galleggiare su di esso e venire trasportato.

Un altro fenomeno molto interessante è quello del criovulcanismo. Si dice criovulcano un monte che “erutta” ghiaccio invece che lava.
In particolare, a sud dello Sputnik Planum possiamo osservare delle regioni di depressione con un picco centrale che si ritiene siano criovulcani. Sono degli oggetti piuttosto misteriosi, che dovranno essere compresi e studiati nel prossimo futuro.

Caronte invece possiede molti più crateri di Plutone e molto più antichi. Qui l’attività geologica non si fa sentire infatti da almeno 4 miliardi di anni, nonostante vi si possano osservare resti di antichi criovulcani. Ad esempio nella Vulcan Planum, una pianura che si suppone sia stata formata proprio dalle eruzioni di questi circa 4 miliardi di anni fa, sono visibili numerose strutture che lasciano pensare a fenomeni di criovulcanismo.

Si ritiene che la differenza nell’attività geologica di Plutone di Caronte sia legata soprattutto al fatto che gli elementi che costituiscono il ghiaccio di Plutone sono più volatili di quelli di Caronte e perciò più facilmente soggetti a moti che possiamo definire geologici.

[1]  J.M. Moore, The Geology of Pluto and Charon through the eyes of New Horizons, Science Magazine
[2] Media INAF, Plutone, il pianeta nano è ancora vivo

Ti piace quello che scriviamo? Scopri qui come puoi sostenerci!

Pan, il disco volante satellite di Saturno
Per la prima volta la sonda Cassini si è avvicinata abbastanza al piccolo satellite di Saturno Pan da permettere di osservarne dettagliatamente la superficie.

Che Pan avesse
I ghiacciai pedemontani dell'isola di Ellesmere

L'immagine, ottenuta tramite il satellite Terra della NASA il 26 luglio 2009, ritrae il ghiacciaio di Turnabout, situato nell'isola canadese di Ellesmere. Si tratta di
L'ombra nei crateri di Cerere


Ecco come l'illuminazione dell'emisfero nord di Cerere varia con la variazione dell'inclinazione dell'asse di rotazione, rispettivamente 2°, 12° e 20° nei tre fotogrammi della GIF, dove
Il Nucleo Galattico Attivo di NGC 1448

NGC 1448 è una galassia dotata di un nucleo galattico attivo, ossia in cui il nucleo è la principale fonte di energia delle emissioni galattiche.
La galassia contiene un esempio
219 nuovi esopianeti per Kepler, e siamo a 4034
La missione Kepler e poi la K2 della NASA hanno l'obiettivo di andare a caccia di pianeti extrasolari. La NASA ha fatto il punto della situazione annunciando la scoperta
Vita su Marte? No, non lo sappiamo ancora
Su Marte, la vita, c'è o c'è stata in passato? La verità è che nonostante tutto, continuiamo a non saperlo. La NASA ieri ha annunciato la scoperta di antichi depositi organici
Come funziona un propellente per lanci spaziali?
Il lancio di un razzo o di un missile avviene sprigionando enormi quantità di gas, attraverso reazioni chimiche di combustione generate dai propellenti. Che tipo di sostanze

0 pensieri riguardo “Plutone sotto i riflettori – Parte V: la geologia

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: