La prima mappa del cielo di GAIA

Pubblicata una mappa completa della Via Lattea e del vicinato galattico basato sul primo anno di osservazione del satellite GAIA dell’Agenzia Spaziale Europea.

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Si tratta dei dati raccolti tra luglio 2014 a settembre 2015 dal satellite GAIA (che sta per Global Astrometric Interferometer for Astrophysics) , lanciato nel 2013 per la catalogazione di oltre un miliardo di stelle fino alla ventesima magnitudine. Il satellite si occupa di astrometria, ossia lo studio delle posizioni, delle distanze e del moto proprio delle stelle. GAIA è situato nel punto L2, uno dei punti in cui la forza di gravità della Terra e del Sole si annullano.

La mappa, qui scaricabile in HD, mostra la densità delle stelle osservata da Gaia in ogni porzione del cielo. Le regioni più concentrate risultano più bianche, mentre quelle più scure sono quelle meno dense.

La Via Lattea è una galassia a spirale, con la maggior parte delle stelle disposte su un disco di circa 100.000 anni luce di diametro e 1000 anni luce di spessore, il piano galattico. Questo disco è quella meraviglia che ogni notte possiamo (in parte) osservare sotto un cielo sufficientemente pulito.

Molti ammassi globulari e aperti sono osservabili nella mappa. I primi concentrati soprattutto nell’alone della Via Lattea, una struttura sferica di circa 100.000 anni luce nel quale risiede il disco galattico. I secondi, invece, si trovano più facilmente sul piano galattico e sono costituiti da stelle più giovani.

I due oggetti luminosi nella parte bassa della mappa sono la Grande e la Piccola Nube di Magellano, due galassie nane che orbitano attorno alla Via Lattea. Sono visibili anche altre galassie vicine: la galassia di Andromeda (M31) e la galassia Triangolo (M33), in basso a sinistra.

Nella mappa sono anche visibili artefatti: le strisce nere curve non sono oggetti astronomici, ma sono riflessi dovuti al meccanismo che Gaia utilizza per l’osservazione e la registrazione dei dati. Bisogna infatti considerare che questa mappa è basata solo sul primo anno di osservazioni e verrà migliorata mano mano che il satellite raccoglierà altri dati.

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