Quando il cielo di Marte si illumina

Lo scorso ottobre la NASA ha ottenuto la prima mappatura del nightglow marziano tramite le sue sonde orbitanti.

This ultraviolet image near Mars’ South Pole was taken by MAVEN on July 10 2016 and shows the atmosphere and surface during southern spring. The ultraviolet colors of the planet have been rendered in false color, to show what we would see with ultraviolet-sensitive eyes. Darker regions show the planet's rocky surface and brighter regions are due to clouds, dust and haze. The white region centered on the pole is frozen carbon dioxide (dry ice) on the surface. Pockets of ice are left inside craters as the polar cap recedes in the spring, giving its edge a rough appearance. High concentrations of atmospheric ozone appear magenta in color, and the wavy edge of the enhanced ozone region highlights wind patterns around the pole.
Credits: NASA/MAVEN

Il Mars Atmoshpere and Volatile Evolution (MAVEN) ha scattato immagini del pianeta all’ultravioletto, rivelando il moto dei venti ad elevate altitudini. In queste immagini è ben visibile il fenomeno noto come Nightglow, per il quale il cielo risulta luminoso anche in assenza di una luce esterna. Su Marte questo è legato alle emissioni dell’ossido di azoto presente in atmosfera.

Credits: NASA/MAVEN

Queste emissioni sono prodotte quando la luce ultravioletta proveniente dal Sole rompe i legami presenti nelle molecole di azoto e di anidride carbonica nel lato diurno del Pianeta Rosso.
I venti ad alta quota trasportano gli atomi così ottenuti in giro per la tenue atmosfera del pianeta, passando anche al lato notturno di Marte. Qui i venti scendono ad altitudini minori, dove azoto e ossigeno si uniscono formando ossidi di azoto. L’energia legata alla combinazione di questi atomi è rilasciata nella banda ultravioletta.

Fonte: Space.com

Ti piace quello che scriviamo? Scopri qui come puoi sostenerci!

Quando l'allievo supera il maestro: il successo dei lander di Hayabusa2
Successo per i rover MINERVA-II1 di Hayabusa2: sganciati dalla sonda verso la superficie dell'asteroide (162173) Ryugu, sono correttamente atterrati
La fine di Kepler: qual è il lascito del cacciatore di esopianeti?
Dopo 9 anni a caccia di pianeti extrasolari, la missione Kepler è giunta definitivamente a compimento: finito il carburante, l'osservatorio, che già stava
Un guscio di plasma per i rientri atmosferici
Viaggiare nello spazio non è così semplice come si è portati a pensare. La fantascienza ci offre spesso degli scenari molto idilliaci, in cui viaggiare da un pianeta all'altro
A tutto plasma! - Respirando l'alta atmosfera
Il 5 Marzo è stato acceso per la prima volta un propulsore elettrico air breathing, cioè un propulsore elettrico in cui entra una miscela di gas attraverso una presa d'aria
Trappist-1: la cocente delusione
Ricordate il famoso sistema di Trappist-1, quello costituito da 7 pianeti rocciosi che avevano fatto tanto sperare per quanto riguarda la ricerca esobiologica? Da un recente studio sembra
Energia Oscura e Stringhe

Di recente un articolo (che invito a leggere) ha destato l'attenzione delle comunità scientifica ed è stato scritto un post semi-divulgativo al riguardo. Proviamo a capire insieme di cosa si
Le 7 scoperte dei primi 1000 giorni di MAVEN
A novembre 2014 la sonda della NASA MAVEN (Mars Atmosphere and Volatile EvolutioN) si è inserita nell'orbita marziana ed ha iniziato lo studio della sua atmosfera. Ecco i 7

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: