Fratture di fango nel terreno marziano

Numerose fotografie inviate dal rover marziano Curiosity sembrano mostrare la presenza di mud cracks, le fratture che si generano a causa del disseccamento del fango.

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Una rete di piccoli poligoni sulla superficie rocciosa di Marte si potrebbero essere formati durante una fase di disseccamento del fango più di 3 miliardi di anni fa. Il luogo della scoperta è quello della regione di Murray, alla base dell’Aeolis Mons (Mount Sharp), all’interno del cratere di Gale e la foto è stata scattata il 20 dicembre 2016 durante il 1555 giorno marziano (sol) della missione Curiosity sul Pianeta Rosso. I colori della fotografia sono aggiustati per somigliare maggiormente a quelli che osserveremmo qui sulla Terra, in modo da facilitare il lavoro dei geologi nel riconoscimento delle formazioni rocciose. I poligoni hanno dimensioni di circa 1 o 2 cm e sono suddivisi tra di loro da creste risultanti probabilmente da un processo successivo al disseccamento: i sedimenti trasportati dal vento si sono accumulati all’interno delle fratture aperte. In una fase successiva, il fango disseccato e questi sedimenti sarebbero diventati roccia grazie alla pressione esercitata da strati depositati successivamente al di sopra di essi. Questi livelli sarebbero recentemente stati erosi dal vento in maniera differenziale: il fango è infatti meno resistente all’erosione rispetto ai sedimenti che si erano depositati nelle fratture, e questo fa sì che questi si trovino attualmente più in alto rispetto al fango, generando delle creste tra i poligoni. Le mud cracks ci dicono molto della storia della regione, in particolare riguardo le fasi umide e quelle di disseccamento del lago che probabilmente una volta era ospitato nel cratere di Gale.

 

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Questa lastra di roccia, lunga circa 1,2 metri, è nota come “Vecchio Ubriacone” (Old Soaker) ed è caratterizzata da una rete di fratture che si potrebbero anch’esse essere originate per disseccamento di fango nel passato di Marte.

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