Cassini invia nuove incredibili foto degli anelli di Saturno

Le ultimissime fotografie pubblicate dal team della missione Cassini della NASA mostrano gli anelli di Saturno ad un livello di dettaglio mai visto prima.

Quest’immagine mostra una regione esterna dell’anello B di Saturno, fotografata da Cassini il 18 dicembre 2016 da una distanza di 52.000 km dagli anelli, ad un livello di dettaglio mai visto prima. Il bordo dell’anello B è perturbato dal più forte effetto di risonanza che interessa gli anelli, in relazione al satellite Mimas. In genere se si ha un sistema di molti corpi legati gravitazionalmente, il moto di un corpo al suo interno può essere considerato caotico, ossia gli effetti medi sul corpo sono mediamente nulli. Ciò non è vero se il moto di un corpo rispetto ad un altro si trova in risonanza, ossia il rapporto tra i periodi di rivoluzione è dato da interi piccoli: Mimas e l’anello B si trovano in risonanza 2:1, che significa che ogni orbita di Mimas corrisponde a 2 orbite dell’anello B. Questo significa che gli effetti gravitazionali di Mimas non saranno annullati dal moto caotico e saranno quindi ben osservabili.
Anche questa foto mostra una regione esterna dell’anello B di Saturno fotografata il 18 dicembre 2016 da una distanza di 51.000 km dal piano degli anelli. Ai ricercatori si presenta l’ardua sfida di comprendere in che modo si sia formata la struttura complessa degli anelli visibile in questa e nelle altre fotografie ed il livello di dettaglio molto elevato sarà senz’altro di aiuto nell’impresa. Per mantenere il livello di dettaglio più fine, l’immagine non è stata processata per rimuovere le macchie bianche, create da particelle cariche e raggi cosmici vicino al pianeta.

Si passa qui all’anello A di Saturno. Nell’anello sono presenti numerose perturbazioni ad elica dovute alla forza di gravità esercitata dalle piccole lune che orbitano nella regione. Grazie al livello di dettaglio della fotografia è possibile rilevare la presenza di eliche anche 10 volte più piccole di quelle osservate e tracciate di routine in passato. Nell’immagine successiva sono evidenziati con dei cerchi alcune di queste eliche. Il dettaglio più evidente nella fotografia è però l’onda di densità creata dall’interazione tra l’anello ed il satellite Prometeo (che sono in risonanza 12:11). Queste onde di densità sono perturbazioni spiraleggianti di densità che si propagano all’interno degli anelli a causa della variazione di campo gravitazionale dovuto al passaggio della luna.

Un’altra fotografia dell’anello A di Saturno, che si trova a 134.500 km di dal livello delle nubi del pianeta. A causa della presenza delle lune Epimeteo e Giano, le particelle si accumulano in alcune regioni degli anelli, generando onde di densità.

Fonte: NASA Photojournal

Ti piace quello che scriviamo? Scopri qui come puoi sostenerci!

SN 1987a, 30 anni dopo
Era il 24 febbraio del 1987 quando venne riportata la scoperta di un oggetto molto luminoso nella Grande Nube di Magellano (una galassia molto vicina alla nostra), il quale doveva aver aumentato
Come funziona l'anestesia?


Oggi tutti sappiamo che per subire un’operazione è necessario sottoporsi ad un trattamento anestesiologico onde evitare dolori eccessivi.

Ma come funziona esattamente? Per spiegare questo
Urano e Nettuno, viaggi verso i due giganti ghiacciati
Cassini verso Saturno, Juno verso Giove, New Horizons verso Plutone, Hayabusa1, Hayabusa2 e OSIRIS-REx verso asteroidi vicini, Rosetta verso la cometa 67P/ Churyumov-Gerasimenko,
Perla di Giove immortalata durante il flyby

Questa foto è stata scattata dalla JunoCam l'11 dicembre 2016, alle 9:27 PST. In quel giorno la sonda della NASA Juno stava effettuando il suo terzo sorvolo (flyby) dell'atmosfera
Yusaki Maezawa, il progetto #dearMoon ed il BFR
Lunedì 17 Settembre 2018 alle 6.00 pm EST (3.00 am del 18 Settembre 2018 CET) c'è stata la conferenza stampa presso il quartier generale della SpaceX in California ed è
Alla ricerca di meteoriti – come trovarle e riconoscerle
Ospitiamo come ormai da consuetudine per l'Asteroid Day, un contributo di Nicola Mari, geologo planetario a Glasgow che si occupa anche di divulgazione scientifica.
Mappe termiche di Deimos e Phobos dalla Mars Odyssey
Lo strumento THEMIS (Thermal Emission Imaging System), a bordo della sonda Mars Odyssey, ha permesso di costruire delle mappe di emissione termica delle due lune marziane

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: