Trappist-1: ecco i 7 esopianeti rocciosi annunciati dalla NASA

La NASA ha finalmente annunciato la scoperta: Trappist-1 è una nana rossa, piccola e fredda, attorno alla quale orbitano ben 7 pianeti rocciosi di dimensioni simili a quelle della Terra e che potenzialmente hanno le carte in regola per rispettare le condizioni di abitabilità.

Un’illustrazione artistica del sistema planetario di TRAPPIST-1

39 anni luce ci separano da TRAPPIST-1, la nana rossa situata nella costellazione dell’Acquario attorno alla quale gli astronomi hanno trovato ben 7 pianeti rocciosi simili per dimensioni alla Terra. La stella è piccola (massa circa l’8% di quella solare) e fredda, ma la distanza ravvicinata dei pianeti fa sì che questi potrebbero avere temperature tutto sommato simili a quelle della Terra.

Il metodo utilizzato per la scoperta è quello dei transiti, ossia si sono ricavate informazioni sugli esopianeti a partire dalla piccolissima variazione di luminosità della stella che questi causano quando passano lungo la nostra linea di vista. In questo modo è stato possibile ottenere informazioni come la  durata delle orbite dei pianeti e la loro distanza dalla stella, oltre alle loro dimensioni. La cosa interessante è che oltre ad essere molto vicini alla stella, ad una distanza minore di quella Sole-Mercurio, e ad avere dimensioni simili alla Terra, questi pianeti si trovano estremamente vicini tra loro, tanto che da ognuno di essi è possibile vedere uno degli altri in maniera simile a come noi possiamo osservare la Luna da Terra. Trappist-1b,c e d erano in realtà noti già dal 2015, ma trovare gli altri 4 esopianeti ha permesso di confermare l’ipotesi che nane rosse potessero ospitare un sistema planetario molto ricco di pianeti rocciosi. La compattezza del sistema permette poi di avere sui pianeti temperature potenzialmente utili per l’abitabilità su tutti e sette i pianeti. In particolare e, f e g, potrebbero presentare le condizioni ideali da questo punto di vista, mentre b, c e d potrebbero essere troppo vicini alla stella, ed h potrebbe essere troppo lontano per mantenere l’acqua allo stato liquido. Tuttavia è presto per affermare con sicurezza dettagli di questi pianeti e solo ulteriori analisi con telescopi in progettazione come il James Webb Telescope potranno darci ulteriori informazioni.

Gli strumenti principali utilizzati per la ricerca, iniziata a settembre 2015, sono stati il telescopio TRAPPIST (che dà il nome alla stella) dell’European Southern Observatory (ESO), il Very Large Telescope ed il telescopio spaziale Spitzer.

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