Plutone di nuovo un pianeta? Alan Stern propone una nuova definizione

Ad alcuni il fatto che Plutone sia stato declassato a pianeta nano da pianeta vero e proprio continua a non andare giù. La proposta del planetologo statunitense Alan Stern è quella di definire cosa sia un pianeta e cosa non lo sia in base a proprietà intrinseche dell’oggetto e non a caratteristiche orbitali. Così però il Sistema Solare diventerebbe composto da oltre 100 pianeti, invece che dagli 8 attuali.

La definizione di Stern è di tipo geofisico ed è la seguente:

“Un pianeta è un corpo di massa substellare nel quale non siano mai avvenuti processi di fusione nucleare e che ha sufficiente autogravità da assumere una forma sferoidale adeguatamente descritto da un ellissoide triassiale, senza tenere in considerazione i suoi parametri orbitali.”

Che significa che non prendendo in considerazione l’orbita dell’oggetto ma solo la sua forma (a patto che non sia una stella), rientrerebbero in questa categoria anche i molti pianeti nani ed asteroidi sferoidali esistenti nel Sistema Solare. Ma non finisce qui, perché anche molti satelliti dei pianeti rientrerebbero nella definizione: la nostra Luna, i 4 satelliti medicei di Giove, alcuni satelliti di Urano, Nettuno e Saturno. Insomma, se questa proposta venisse accettata ci ritroveremmo improvvisamente con un Sistema Solare estremamente ricco di pianeti, che arriverebbero ad essere ben 110.

A prescindere che questa proposta venga accettata o meno, l’attuale definizione di pianeta dell’IAU resta comunque non soddisfacente. Un pianeta è attualmente definito tale se:

  1. Orbita attorno al Sole;
  2. Possiede dimensioni sufficienti da trovarsi in equilibrio idrostatico, ossia è approssimativamente sferoidale;
  3. Ha ripulito la sua orbita dai detriti.

Questa definizione letteralmente non prende in considerazione gli esopianeti in quanto non orbitano attorno al Sole, né i pianeti espulsi dai propri sistemi planetari, che vagano liberi. Oltre a ciò, il punto 3 non può mai essere completamente soddisfatto a causa dei continui moti di oggetti e detriti all’interno del Sistema Solare. I numerosi asteroidi che talvolta vagano vicino alla Terra ne sono un esempio, in quanto possono intersecare l’orbita terrestre.

Fonte: http://www.hou.usra.edu/meetings/lpsc2017/pdf/1448.pdf

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