Un nuovo ramo delle tauridi aumenta il pericolo di impatto sulla Terra

Lo sciame meteorico delle tauridi è generato dai residui della cometa 2P/Encke, che periodicamente lascia parte dei suoi materiali durante il passaggio vicino al Sole. Un recente studio pubblicato su Astronomy & Astrophysics sembra indicare come i resti di tale cometa, le tauridi appunto, potrebbero presentare un pericolo serio dal punto di vista degli impatti meteorici.

https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/9/94/Encke_tail_rip_of.gif
La cometa 2P/Encke durante il suo passaggio vicino al Sole

Lo sciame meteorico delle tauridi produce in genere una debole attività tra ottobre e novembre, anche se in alcuni anni tale attività (intesa come numero ed intensità delle “stelle cadenti”) è significativamente aumentata. Questo aumento potrebbe essere causato dalla risonanza con l’orbita di Giove, che periodicamente fornisce energia ai detriti della 2P/Encke.

Il 2015 è stato uno di questi anni e lo studio di Spurný e colleghi ha analizzato 144 meteoroidi delle tauridi di quell’anno. 113 di esse hanno mostrato un andamento orbitale comune e sono state perciò raggruppate in un unico ramo di tauridi che è per l’appunto legato alla risonanza con l’orbita di Giove. La massa dei meteoroidi è compresa tra 0.1 grammi fino a 1000 kg, con quelli maggiori di 300 grammi molto fragili, mentre quelli minori di 30 grammi molto più compatti.

Il problema è che gli asteroidi 2015 TX24 e 2005 UR, di diametro compreso tra 200 e 300 metri, sono membri di questo nuovo ramo di tauridi, ed è quindi probabile che questo ramo contenga anche altri oggetti di dimensioni moderatamente pericolose, di varie decine di metri di diametro. Se è così, è possibile che l’incontro con questo ramo di tauridi accresca la probabilità di un impatto da parte di asteroidi di dimensioni superiori ai 100 metri di diametro, sufficienti a generare grossi danni a livello regionale o anche superiore, ed è quindi necessario che futuri studi approfondiscano lo studio di questi oggetti.

Kepler-1625b-I: la prima candidata Esoluna
La ricerca dei pianeti extrasolari è attualmente una delle maggiori sfide tecnologiche in campo astrofisico, in quanto richiedono enorme precisione della strumentazione e grande
SABRE Engine: dal Silbervogel allo Skylon, la ricerca per i velivoli SSTO
In precedenza abbiamo osservato come la SpaceX, spinta dall'obiettivo di colonizzare Marte, stia riuscendo a conseguire lanci con razzi riutilizzabili,
Polaris Flare: un grattacapo cosmico fotografato da Herschel

Polaris Flare non è veramente un "flare", ma è il nome di una misteriosa regione di polveri e gas osservabile nella costellazione dell'Orsa Minore, nella
Manuale di Fisica e Buone Maniere: recensione del libro

“Manuale di fisica e buone maniere” il racconto di occasioni perdute. Ambientato principalmente a Londra, il romanzo descrive il complesso rapporto sentimentale
Due galassie interagenti per Hubble


Alcune galassie sono più difficili da classificare rispetto ad altre. Qui, la fotocamera del telescopio spaziale Hubble WFC3 ha scattatato un'incredibile fotografia di due galassie
Le 365 foto del Sole nel 2016

L'ESA ha pubblicato una foto del Sole per ogni giorno del 2016. Le fotografie sono state scattate dal satellite Proba-2. Lo strumento SWAP a bordo del satellite lavora nell'Ultravioletto
Corona solare: il check-up completo degli ultimi 7 anni
Attraverso l'analisi di un'enorme quantità di dati ottenuti dall'SDO della NASA tra il 2010 ed il 2017, uno studio pubblicato su Science Magazine si pone l'obiettivo

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *