Dai dati alla musica: vento solare e stelle di neutroni

Quante volte vi è capitato di incappare in video come “i suoni dei pianeti”, o “il suono degli anelli di Saturno”? Dei suoni intriganti, affascinanti e misteriosi. Peccato che quelli non sono affatto i suoni dei pianeti, anzi se fossimo nel “vuoto” interplanetario non sentiremmo alcun suono a causa della scarsa densità dello spazio. Le onde sonore sono infatti causate dalle variazioni di pressione della materia, ma se la materia non c’è, non può propagarsi.

Quei suoni sono in realtà la semplice conversione delle frequenze delle onde elettromagnetiche emesse dal pianeta in frequenze sonore. Guardare un grafico è noioso ed in genere non trasmette molte emozioni, mentre questa conversione in audio può appunto generare effetti musicalmente interessanti, per quanto non sia un’operazione scientificamente utile e spesso venga cavalcata da chi pubblica i video dando informazioni fuorvianti.

Mark Ballora è un’esperto in tecnologie musicali che lavora presso l’università della Pennsylvania e collabora con moltissimi scienziati delle più disparate discipline, dalla medicina alla biologia all’astrofisica, per operare questa conversione dei dati e mettere in musica i dati scientifici.

Nel seguente video, ad esempio, la conversione è stata effettuata sulle frequenze dei venti solari, dando un risultato stupefacente.

Ma il risultato più incredibile è la recente pubblicazione della musica prodotta -nel senso appena spiegato- da una stella di neutroni. Buon ascolto!

Fonte

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