La sonda Cassini termina la sua storica esplorazione di Saturno – Comunicato della NASA

La sonda Cassini è stata lanciata nel 1997 da Cape Canaveral ed è arrivata su Saturno nel 2004. La NASA ha esteso la sua missione due volte: prima per due anni, poi per altri 7. In particolare, la seconda di queste estensioni era pensata per eseguire una serie di flyby sulle lune ghiacciate del pianeta, usando il carburante rimanente nei motori di Cassini. Cassini ha finito il suo tour del sistema di Saturno con il Grand Finale, una serie di orbite strette che lo hanno portato ad attraversare lo spazio tra il pianeta ed i suoi anelli, fino alla distruzione controllata nell’atmosfera di nubi del pianeta. 

Cassini è ora andata, ma la sua enorme quantità di dati raccolti ci accompagneranno nei decenni a venire.

Riportiamo il comunicato della NASA riguardo la fine della missione Cassini.

 

Il 15 settembre si è chiuso un capito incredibile dell’esplorazione del nostro Sistema Solare, con la fine della sonda Cassini nell’atmosfera di Saturno, attorno al quale orbitava da 13 anni.

Questo è il capitolo finale di una missione incredibile, ma è anche un nuovo inizio,” ha detto Thomas Zurbuchen, amministratore associato per il NASA’s Science Mission Directorate al quartier generale della NASA a Washington, “la scoperta di Cassini di oceani su Titano ed Encelado ha cambiato tutto, cambiando il nostro modo di vedere il concetto di abitabilità al di fuori della nostra Terra.

La telemetria ricevuta durante l’immersione nell’atmosfera indica, come aspettato, che Cassini sia entrato nell’atmosfera di Saturno, inviando un ultimo insieme di osservazioni scientifiche. La perdita di contatto con la sonda è avvenuta alle 7:55 a.m. EDT (4.55 a.m. PDT), con l’ultimo segnale ricevuto dal complesso di antenne della NASA Deep Space Network, a Canberra, Australia.


“E’ un amaro, ma orgoglioso, addio ad una missione che ci lascia un’incredibile quantità di scoperte che hanno influenzato il nostro modo di vedere Saturno ed il Sistema Solare, e che continueranno a plasmare le missioni e ricerche future.” ha detto Michael Watkins, direttore del JPL a Pasadena, California, che gestisce la missione Cassini. Il JPL ha anche disegnato, progettato e sviluppato la sonda.

L’immersione di Cassini nell’atmosfera ha posto termine al Grand Finale, l’ultima fase della missione durata 22 settimane, in cui la sonda ha esplorato la regione di spazio situata tra gli anelli ed il pianeta, un compito mai eseguito da alcuna sonda.

“Il team di Cassini ha fatto un lavoro veramente stellare guidando la sonda fino alla sua nobile fine,” ha detto Earl Maize, il poject manager di Cassini, “Tra la progettazione della traiettoria sette anni fa, alla navigazione tra Saturno ed i suoi anelli. Un bel modo di andarsene, un vero barlume di gloria.”

Come pianificato, i dati dagli otto strumenti scientifici della sonda sono stati inviati a Terra, dove saranno analizzati dagli scienziati della missione e potranno fornirci ulteriori suggerimenti sulla formazione ed evoluzione del pianeta, oltre ai processi che avvengono nella sua atmosfera.

“Le cose non saranno mai più le stesse per coloro che hanno lavorato a questa missione, adesso che la sonda non sta più volando”, ha detto Linda Spilker, ricercatrice del JPL, “Ma ci fa stare meglio sapere che ogni volta che guardiamo Saturno nel cielo notturno, sarà lì anche parte della sonda Cassini.” 

“Cassini è andata, ma i dati raccolti ci terranno occupati per molti anni,” ha detto Spilker,“Abbiamo solo grattato la superficie di ciò che possiamo imparare dalla montagna di dati raccolti dalla sonda in questi anni.”

Calendari: cosa sono e quali sono i più utilizzati
Il calendario gregoriano è quello più utilizzato al mondo, e nonostante ci confrontiamo con esso ogni giorno, non sempre sappiamo quale sia il suo funzionamento e quali
Prima immagine della nascita di un pianeta
Per la prima volta, un team di astronomi è riuscito ad osservare direttamente un pianeta in formazione attorno ad una stella, confermando anche i modelli di formazione stellare
Materia Oscura: la velocità delle galassie può farne a meno
I ricercatori della Case Western Reserve University dell'Ohio hanno trovato una nuova relazione che spiega l'accelerazione delle stelle nelle galassie a spirale
Dal Giappone all'ISS: intervista a Marco Casolino, primo ricercatore all'INFN
Marco Casolino è un Fisico che opera presso l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, dove è Primo Ricercatore; tiene corsi sui raggi cosmici
Premio Nobel per la chimica 2016
Annunciato oggi il premio Nobel per la chimica, assegnato a Sauvage, Stoddart e Feringa, per i loro studi sulle macchine molecolari. 



Jean-Pierre Sauvage, J. Fraser Stoddart e
Plutone di nuovo un pianeta? Alan Stern propone una nuova definizione
Ad alcuni il fatto che Plutone sia stato declassato a pianeta nano da pianeta vero e proprio continua a non andare giù. La proposta del planetologo
Scoperta la sorgente della nova del 1437
Alcuni astronomi coreani annotarono la visione di una nova l'11 marzo del 1437. Uno studio pubblicato su Nature e condotto da un team newyorkese ne ha identificata l'origine.



Scorpii

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: