Come funziona l’anestesia?

Oggi tutti sappiamo che per subire un’operazione è necessario sottoporsi ad un trattamento anestesiologico onde evitare dolori eccessivi.

Ma come funziona esattamente? Per spiegare questo dobbiamo partire dal principio.

Da sempre l’uomo ha cercato di ridurre la sofferenza fisica, tanto che già nel 3000 A.C in Mesopotamia si narcotizzava il “paziente” comprimendo le carotidi per fargli perdere conoscenza. Anche gli egizi avevano un loro modo: inizialmente veniva usata la neve mentre successivamente fu usata la cosiddetta “pietra di Menfi”.

Nel corso degli anni l’uomo ha acquisito sempre più conoscenza nel campo usando sostanze come l’hashish, l’oppio e l’alcool. Ma solo nella prima metà dell’Ottocento abbiamo la vera svolta in campo anestesiologico; infatti il dottor William Morton nel settembre del 1846 usò l’etere per estrarre un dente e il 16 Ottobre 1846 presentò alla comunità scientifica una sfera di vetro dotata di due valvole al cui interno era posizionata una spugna imbevuta di etere. Questo strumento fu usato dal dott. John Warren per sedare un paziente a cui doveva asportare un tumore e fu un successo: così nacque l’anestesiologia moderna.

Ma bando alle ciance, vediamo quali tipi di anestesia esistono e come funzionano:

ANESTESIA TOPICA (di superficie): abolisce la sensibilità in una piccola parte del corpo mediante la somministrazione cutanea di creme, unguenti e gel;

ANESTESIA LOCALE: abolisce la sensibilità in una piccola parte del corpo mediante la somministrazione di anestetici attraverso l’infiltrazione della cute o del sottocutaneo; l’anestetico, andando a diffondersi sul tessuto nervoso inibisce la propagazione degli impulsi di dolore. Somministrato in alte dosi possono essere inibiti anche i muscoli, la temperatura e il tatto;

ANESTESIA LOCO-REGIONALE: abolisce la sensibilità mediante l’iniezione di anestetico intorno ad un tronco o plesso nervoso (tronculare), oppure a livello midollare (subaracnoidea) o perimidollare (epidurale).
In questo caso solo una zona specifica del corpo è anestetizzata e il doloro proveniente da questa zona viene bloccato e non viene fatto arrivare al cervello. Questo tipo di anestetico, per essere efficace, deve essere iniettato il più vicino possibile alle strutture nervose della parte desiderata;

SEDAZIONE: è utilizzata per le procedure diagnostiche mediamente dolorose come le endoscopie. Viene somministrata per via inalatoria e provoca una sensazione di piacevole rilassamento, per questo viene usata spesso per il trattamento della paura e dell’ansia connesse con la terapia pratica;

NEUROLEPTOANALGESIA: crea indifferenza al dolore ma con uno stato di semicoscienza.

ANESTESIA GENERALE: è la più importante e anche la più usata perché consente di avere un rilassamento muscolare prolungato con una totale perdita di coscienza da parte del paziente. Si tratta di un coma farmacologico indotto, temporaneo e reversibile, che si compone di 3 componenti e cioè ipnosi, analgesia e rilassamento muscolare ottenuto mediante la somministrazione di 3 farmaci: un ipnoinducente, un analgesico e un miorilassante.

[Valentino Impera]

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