Guida ai Satelliti di Marte

Eccoci con il terzo appuntamento con le guide sui satelliti del Sistema Solare scritte dall’instancabile Alessandro Bologna, astrofilo divulgatore che si occupa della gestione della nostra community su Facebook, qui raccolti in un’unica soluzione (qui trovate lo speciale sui satelliti di Saturno e qui quello sui satelliti di Giove). Qui verranno trattati i satelliti di Marte: Phobos e Deimos.

Marte è accompagnato da due satelliti, Phobos e Deimos, ed l’unico dei pianeti interni ad avere un sistema di satelliti naturali (l’unico altro satellite nel Sistema Solare Interno è infatti la nostra Luna).
Phobos e Deimos furono scoperti nel 1877 da Asaph Hall ed hanno un’orbita quasi equatoriale e nello stesso senso di rotazione di Marte. Dalla Terra la loro forma non è assolutamente percepibile, e sono stati fotografati solo dalle numerose sonde marziane. L’origine di questi corpi è dibattuta: alcuni ritengono si tratti di corpi catturati, altri ritengono invece che si tratti di corpi formatisi dallo stesso materiale del pianeta.

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Phobos e Deimos a confronto

Phobos

Phobos ha dimensioni di 26,8x21x18,4 km (con una media di 22,2 km): è il maggiore dei due satelliti ed il più vicino ad orbitare attorno al pianeta. Infatti orbita ad appena 6000 km dalla superficie di Marte ed è pertanto il satellite naturale più vicino al proprio pianeta nel Sistema Solare. Ma proprio a causa di questa vicinanza, il suo destino sembra segnato: prima o poi si schianterà sul pianeta. Tuttavia, Phobos non ha ancora raggiunto il suo limite di Roche, che è l’altitudine a cui un corpo orbitante tende a frammentarsi sotto l’effetto della gravità del pianeta. Sarà sicuramente un fenomeno spettacolare, per coloro che avranno la “fortuna” di assistervi.

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Phobos è in rotazione sincrona con il pianeta, quindi gli rivolge sempre la stessa faccia. Nel cielo di Phobos, Marte appare 80 volte più grande della nostra Luna vista dalla Terra.
Tramite i passaggi della sonda Mars Express nelle sue vicinanze, si sono potuti ottenere valori della sua densità e porosità tali da far sospettare che il satellite sia ampiamente cavo.
La composizione di Phobos è un misto di ghiaccio e roccia e la superficie risulta scura. La sonda sovietica Phobos 2 rilevò nel 1988 una debole emissione di gas, ma smise di funzionare prima si poterlo analizzare. La superficie risulta pesantemente craterizzata, ed un cratere spicca fra tutti: il cratere Sticney, dal diametro di 9 km.

Deimos

Deimos, con dimensioni di 15x12x10 km (media 12 km), è più piccolo ed esterno rispetto a Phobos. La composizione è simile a quella di Phobos, ma non risulta lo stesso livello di porosità. Come il “fratello” più grande, anche Deimos rivolge sempre la stessa faccia a Marte.
Nel cielo del satellite, Marte appare 30 volte più grande della nostra Luna vista dalla Terra. Le immagini, come per Phobos, sono state ottenute grazie alle missioni marziane, ed hanno permesso di spiegare un fatto strano: Deimos “sembrava” meno craterizzato di Phobos, tuttavia la presenza di uno strato di regolite (terreno formato da frammenti di rocce), ha nascosto alla vista i crateri, che sono comunque presenti.
Contrariamente a Phobos, il destino della luna è, in tempi lunghissimi, quello di sfuggire al campo gravitazionale di Marte e tornare, forse, nel luogo di origine: la fascia principale di asteroidi.

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