Riaccesi i propulsori della Voyager 1

Lo scorso 28 Novembre 2017 un team di ingegneri è riuscito a riaccendere i propulsori della sonda Voyager 1 dopo 37 anni di inutilizzo (1980) da quando furono usati per puntare gli strumenti di bordo nel fly-by con Saturno.
Il team del JPL (Jet Propulsion Laboratory) si è reso conto che i propulsori per il controllo dell’assetto della sonda Voyager 1 hanno cominciato a deteriorarsi seriamente, così hanno rispolverato gli schemi hardware e software della sonda (lanciata da Cape Canaveral nel 1977), per trovare il modo di sostituirli facendo svolgere il loro lavoro ad altri sistemi di bordo ancora funzionanti. Così si è scelto di usare i quattro propulsori Tcm (Trajectory Correction Maneuver) usati per fare delle correzioni di traiettoria attraverso sbuffi di idrazina della durata di millisecondi e dunque in grado di fornire variazioni di velocità molto piccole che su lunghe distanze si rilevano considerevoli.

Attualmente la sonda si trova a circa 21 miliardi di km dal Sole, viaggiando ad una velocità di circa 17 km/s rispetto ad esso, in piena eliopausa, regione dove la pressione esercitata dalle particelle del vento solare si eguaglia a quella dovuta dalle particelle del vento interstellare. Voyager 1 sta raccogliendo dati sulle proprietà di questa regione ed avere dei propulsori per il controllo dell’assetto funzionanti è essenziale per mantenere orientata la sua parabola verso la Terra e trasmettere i suoi dati.
Proprio a causa di questa enorme distanza il team di ingegneri ha dovuto aspettare 19h e 35m per avere la conferma del successo dell’operazione, tempo che ha impiegato il segnale dalla sonda a giungere sulla Terra.

Fonte: INAF, NASA

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