Calendari: cosa sono e quali sono i più utilizzati

Il calendario gregoriano è quello più utilizzato al mondo, e nonostante ci confrontiamo con esso ogni giorno, non sempre sappiamo quale sia il suo funzionamento e quali le regole che lo governano. Oltre a ciò, non tutte le popolazioni al mondo utilizzano lo stesso calendario. In questo articolo, vediamo quindi quali sono i metodi più diffusi per indicare un evento nel tempo.

Calendario viene dal latino calendarium (la tabella o il libretto delle calende, il primo giorno del mese del calendario pre-giuliano, quello utilizzato dagli antichi romani) che era un libretto che conteneva gli eventi astronomici, religiosi ed agrari di ogni anno, come indicazioni sulla durata delle ore di luce, o la collocazione temporale delle feste religiose.

Una prima distinzione deve essere effettuata tra calendari solari, lunari e lunisolari.

I calendari solari, come il nostro, si basano sull’anno solare (anno tropico), ossia i circa 365 giorni di rivoluzione della Terra attorno al Sole, e l’inizio delle stagioni è situato approssimativa in momenti fissati dell’anno. I calendari lunari si basano invece sulla durata del mese lunare, ossia ogni mese inizia con la Luna nuova, e l’inizio delle stagioni si sposta di circa 11 giorni in avanti ogni anno. I calendari lunisolari, utilizzano invece l’anno tropico, ma il mese lunare (circa 29 giorni): ciò significa che si debbano alternare anni da 12 mesi con anni da 13 mesi, e l’inizio delle stagioni si trova sempre in un intervallo di 13 giorni attorno alla stessa data di ogni anno.

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Uno startrail mostra il moto apparente della volta celeste nel corso della notte, ottenuto tramite una lunga esposizione fotografica.

Il nostro è il calendario gregoriano, una versione 2.0 del calendario giuliano (introdotto da Giulio Cesare). Altri calendari sono il calendario musulmano, quello cinese, ebraico ed indiano.

Calendario pre-giuliano

Giulio Cesare introdusse il calendario Giuliano nel 46 a.C., e fino a quel momento fu utilizzato un calendario noto come pre-giuliano, che fu tradizionalmente introdotto da Romolo nel 753 a.C. e poi modificato da Numa Pompilio nel 713 a.C. Nel calendario di Romolo, i mesi erano 10, duravano 30-31 giorni, e la durata dell’anno era di 304 giorni. I 61 giorni mancanti erano quelli invernali corrispondenti circa ai nostri gennaio e febbraio, e non venivano contati dal calendario, che riprendeva poi a marzo. Numa Pompilio, introdusse i mesi di gennaio e febbraio, aggiungendo 51 giorni al calendario. Per mantenere la durata dell’anno allineata con l’anno tropico, circa ad anni alterni veniva introdotto un mese in più di 22 giorni, il mercedonio, situato a metà febbraio.

Calendario giuliano

Il calendario giuliano, promulgato da Giulio Cesare e completato da Augusto, eliminò il mese di mercedonio, introdusse l’anno bisestile e portò la durata dell’anno a 365 giorni. Restò in vigore fino al 1582, anno in cui fu sostituito dal calendario gregoriano. Il calendario giuliano è tutt’ora utilizzato come calendario liturgico nella chiesa ortodossa.

Calendario gregoriano

Il calendario gregoriano (il nostro), è quello più adottato nel mondo. Si tratta del calendario giuliano riformato da papa Gregorio XIII che, per introdurlo, nel 1582 soppresse 10 giorni dal calendario (dal 4 al 15 ottobre), per rimediare al ritardo del calendario solare rispetto a quello giuliano. Furono utilizzate le misurazioni dell’anno tropico effettuate da Copernico nel 1543, ed apportò delle correzioni principalmente all’anno bisestile.

La regola introdotta fu la seguente: «Un anno è bisestile se il suo numero è divisibile per 4, con l’eccezione degli anni secolari (quelli divisibili per 100) che non sono divisibili per 400».

La Terra durante la rotazione attorno al proprio asse svolge anche un moto di precessione, ossia il proprio asse descrive un cono nel cielo, proprio come fa una trottola poco prima di fermarsi.  Questo moto fa sì che la durata del moto di rivoluzione, ossia il tempo che la Terra impiega a fare un giro completo intorno al Sole, duri circa 20 minuti in più rispetto all’anno solare, il tempo che impiega il Sole a passare esattamente nello stesso punto della volta celeste, determinando l’inizio del ciclo stagionale. Lasciando gli anni tutti uguali si avrebbe perciò uno slittamento delle stagioni.

Ciò significa che la durata media dell’anno diventa di 365 giorni e 6 ore. In questo modo la differenza tra l’anno solare e l’anno reale si riduce a circa 11 minuti. Per coprire queste quasi 6 ore annuali in più si introduce perciò ogni quattro anni il 29 febbraio (6 x 4 = 24 ore), ed è per questo che si ha l’anno bisestile. Per far tornare i conti nonostante quegli 11 minuti, la regola di Gregorio XIII rimuove la bisestilità dagli anni di inizio secolo (il 1800, il 1900, etc.) a meno che non siano multipli di 400 (quindi il 2000 è stato bisestile). In questo modo si riesce a ridurre ulteriormente la differenza tra l’anno del calendario gregoriano e quello solare a soli 26 secondi, portando l’errore ad 1 solo giorno ogni 4000 anni circa.

Attualmente, ad ogni modo, si tende ad evitare anche quell’errore di 11 secondi, aggiungendo 1 secondo alla durata di un giorno, ogni volta che si raggiunge tale discrepanza.

Calendario cinese

Calendario lunisolare, perlopiù sostituito ufficialmente dal calendario gregoriano. Il mese inizia quando la luna è invisibile dalla costa orientale della Cina (120°E). Quando le lune piene tra gli 11 mesi di due anni successivi sono 13, l’anno che segue avrà 13 mesi. I mesi nel calendario cinese si basano su cicli di 60 anni, contati tradizionalmente dalla salita al trono degli imperatori, in cui ogni anno è nominato a partire dalla combinazione di un numero e di un segno zodiacale.

Calendario ebraico

Si tratta di un calendario lunisolare che alterna anni di 12 e 13 mesi di 29 o 30 giorni. Gli anni si suddividono in cicli di 19, in cui gli anni 3, 6, 8, 11, 14, 17 e 19 sono quelli di 13 mesi. Si utilizza principalmente come calendario cerimoniale, anche se i documenti israeliani riportano le date sia in questo calendario, sia in quello gregoriano. Lo scarto tra il calendario ebraico e l’anno tropico è di circa 7 minuti l’anno.

Calendario islamico

Calendario lunare, utilizza come anno 0 il nostro 622 d.C., anno dell’Egira di Maometto. In ogni ciclo di 30 anni, gli anni 2, 5, 7, 10, 13, 16, 18, 21, 24, 26 e 29 sono bisestili, introducendo 1 giorno in più all’ultimo mese, riducendo l’errore rispetto al mese lunare a circa 2,9 secondi l’anno sulla media del ciclo trentennale. Bisogna notare infatti, che gli anni bisestili nel calendario islamico non servono ad allineare il calendario con l’anno tropico, ma solo con le fasi lunari.

Calendario indiano

12 mesi, al primo di essi si aggiunge un giorno quando l’anno è bisestile. I primi 6 mesi dell’anno hanno 31 giorni, in quanto il movimento apparente del Sole è più lento in questo periodo. Gli anni bisestili si contano a partire dall’anno gregoriano 78 (l’anno 0 per questo calendario), e sono tutti i multipli di 78 che coincidono con gli anni bisestili del calendario gregoriano. Non è in realtà molto usato come calendario, ed anche in India si tende ad usare quello gregoriano.

 

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