Alla ricerca di meteoriti – come trovarle e riconoscerle

Ospitiamo come ormai da consuetudine per l’Asteroid Day, un contributo di Nicola Mari, geologo planetario a Glasgow che si occupa anche di divulgazione scientifica. Se non lo avevate letto, qui trovate la sua intervista sull’asteroide Vesta.

Immaginate di trovarvi nello spazio, nella fascia degli asteroidi situata tra Marte e Giove, e di voler raccogliere un pezzo di asteroide da riportare a casa sulla Terra. Vi sorprendera’ sapere che seguendo questa breve guida potete farlo. Anche senza dover andare sullo spazio.

Rocce spaziali sulla Terra

Gli asteroidi sono frammenti lasciati dietro dai primi istanti della formazione del Sistema Solare, circa 4.6 miliardi di anni fa. Sono quindi rocce estremamente importanti da studiare per comprendere cosa è accaduto durante la formazione dei pianeti e, in generale, quali processi chimico-fisici avvengono nello spazio. Occasionalmente, alcuni di essi vengono attratti dalla gravita’ del nostro pianeta, mentre si trovano nelle sue vicinanze, e quindi cadono al suolo: a questo punto essi vengono definiti “meteoriti”. Finora sono migliaia le meteoriti trovate, e la maggior parte di esse sono di provenienza asteroidale, mentre alcune provengono dalla Luna e, ancor più raramente, da Marte.

Come cercare meteoriti?

Le meteoriti sono molto ricche in ferro puro – cioè non ossidato. Nessuna roccia terrestre ha quantità così elevate di ferro puro. Questo perché l’atmosfera del pianeta in cui viviamo tende ad ossidare il ferro presente in qualunque materiale geologico, con la conseguenza che trovare ferro non ossidato nelle rocce è quasi impossibile. Nello spazio, invece, non è presente alcuna atmosfera in grado di ossidare il ferro.

Siccome il ferro puro è un marcatore molto forte della presenza di rocce extraterrestri è buona pratica iniziare a cercare meteoriti utilizzando un metal detector. Più che il come, la cosa importante è comunque il dove cercarli.

Dove cercare le meteoriti? 

Non ci sono luoghi migliori dei deserti per andare alla ricerca di meteoriti. Con “deserti” si intende luoghi caratterizzati da climi secchi, caldi o freddi, con scarsa o assente presenza di vegetazione.

Il deserto del Sahara, ad esempio, è una delle località per eccellenza dove cercare meteoriti. Tra la sabbia e le dune del Sahara, caratterizzate da un colore molto chiaro, è più facile trovare materiale extraterrestre, in genere di colore molto scuro. Per lo stesso motivo, il deserto arabico del Rub’ Al Khali, anche detto il Quarto Vuoto, e il deserto di Atacama in Cile sono considerati luoghi adatti.

Senza dubbio però, l’Antartide è al primo posto in classifica come luogo dove avere più chanche di trovare nuovi meteoriti. Questo per due motivi principali: 1) il contrasto di colore tra i meteoriti e il ghiaccio e’ molto marcato e 2) tracciando il movimento dei ghiacciai antartici è possibile rinvenire luoghi in cui i meteoriti “si raccolgono” in maniera naturale vicino alle catene montuose. La NASA pianifica missioni in Antartide ogni anno per cercare meteoriti tramite il programma ANSMET (Antarctic Search for Meteorites). Anche l’Italia, tramite il Programma Nazionale di Ricerche in Antartide (PNRA), pianifica occasionalmente spedizioni nel continente bianco alla ricerca di meteoriti.

Una meteorite ritrovata in Antartide durante una spedizione alla ricerca di meteoriti. (Credits: NASA-ANSMET)

Come verificare se si tratta davvero di materiale extraterrestre?

Una volta raccolta e portata a casa una roccia “sospetta” e’ ora di verificare se essa sia davvero un meteorite, poiché molte rocce a prima vista sembrano meteoriti ma in realtà non lo sono (i cosiddetti “meteorwrong”).

Tesi 1 – Magnetismo

Come primissima cosa, prendete un magnete abbastanza potente ed avvicinatelo al campione. Se il magnete si attacca al campione allora potrebbe essere un meteorite (il magnetismo è dovuto all’alta presenza di ferro puro). Ma non basta solo questo a discriminarlo, perché la roccia potrebbe essere uno scarto industriale contenente molto ferro, o anche ematite o magnetite. Attenzione però: le meteoriti lunari e marziane non sono magnetiche.

Test 2 – Morfologia

Durante l’arrivo di una meteorite sulla Terra l’ablazione atmosferica “modella” la forma del meteorite per renderla più aerodinamica. Sulla superficie di un meteorite è possibile infatti notare delle piccolo conche e parti lisce, dette regmaglipti. Se queste sono presenti nel vostro campione è un ulteriore segno a favore che possa trattarsi di una meteorite.

Test 3 – Colore di striscio

Prendete una placca ruvida di colore bianco e levigate per qualche secondo il vostro campione su questa placca. Se il colore dello striscio che ottenete è rosso il campione al 99% non è una meteorite, ma è ematite. Se il colore di striscio è sul nero o grigio il campione potrebbe essere magnetite. Un vero meteorite non produrrà quasi nessun colore durante lo striscio.

Test 4 – Texture interne

Prendete un utensile per levigare una parte del meteorite fino a che non raggiungete abbastanza la parte interna. In questo modo potrete vedere se l’interno è composto da una texture diversa dall’esterno: tipo di minerali, forma dei minerali, ecc. L’ablazione atmosferica che la meteorite ha subito durante l’entrata in atmosfera genera una crosta di fusione nera, di qualche micrometro di spessore. Se è possibile vedere questa crosta di fusione e, soprattutto, l’interno diverso dall’esterno, allora potrebbe trattarsi di una meteorite. Se all’interno trovate delle piccole sferule bianche di dimensioni diverse, queste potrebbero essere condrule – materiali formati durante le prime fasi di evoluzione di una stella – e la probabilità che sia un meteorite aumenta drasticamente.

Se il vostro campione supera almeno 2/4 di questi test preliminari, allora potrete decidere se vale la pena di inviarlo ad un vero e proprio laboratorio di geologia che si occupa di analizzare meteoriti. Basterà qualche analisi al Microscopio a Scansione Elettronica (SEM) tramite Spettroscopia a raggi-X a Dispersione di Energia (EDS) per verificare definitivamente se si tratta di una meteorite.

Piccolo aneddoto: un esempio di “meteorwrong” che ho trovato nel deserto del Sahara. Questa roccia era l’unica roccia scura attorno ad un area del deserto, aveva una morfologia aerodinamica e non produceva alcun colore nello striscio. Successivamente, l’ho levigata fino a vedere l’interno e ho notato delle piccole sferule che potevano essere condrule. Nonostante tutto, dopo averla analizzata in laboratorio al SEM-EDS ho scoperto che non e’ un meteorite e che le sferette che sembravano essere condrule erano in realta’ microrganismi fossili ricchi in ferro. Sicuramente una roccia molto bizzarra, ma non un meteorite.

Che succede se ho davvero trovato un meteorite? 

Se il vostro campione si rivelerà davvero essere una meteorite allora sarà classificato ufficialmente con uno specifico nome e codice dalla Meteoritical Society e pubblicato nel Meteoritical Bullettin, e voi ne sarete gli scopritori ufficiali. A quel punto potete decidere cosa farne: tenerlo per voi, venderlo, consegnarlo ad un museo, consegnarlo ad un università o istituto di ricerca per analizzarlo ed ottenere nuove intriganti informazioni per l’avanzamento delle nostre conoscenze sul cosmo. Inutile dire che l’ultima scelta è eticamente la migliore.

Pensate di aver trovato un meteorite? Allora scrivetemi subito a nmari@mtu.edu allegando una foto del campione, sarò contento di darvi delucidazioni!

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