Rintracciata la sorgente di un neutrino cosmico

Per la prima volta è stata rintracciata la sorgente di un neutrino cosmico ad alte energie utilizzando l’esperimento IceCube in Antartide. Lo studio su Science.

I neutrini sono particelle subatomiche quasi senza massa e senza carica elettrica: ne segue che interagiscano di rado con la materia ordinaria e rilevarne la presenza e studiarli è un lavoro assai complesso.

La maggior parte dei neutrini ha origine solare, prodotti di scarto delle reazioni nucleari che tengono in vita la nostra stella evitandone il collasso. In un caso (Supernova 1987A), è stata rintracciata l’emissione di neutrini extrasolari.

Ma una percentuale di questi neutrini viene da sorgenti ignote site all’esterno del Sistema Solare, sorgenti cosmiche difficilmente rintracciabili. Eppure i ricercatori, utilizzando l’esperimento IceCube situato nel continente Antartico, sono riusciti a rintracciare la sorgente di uno di questi neutrini, sorgente risultata essere un blazar (una gigantesca galassia ellittica attiva il cui nucleo è costituito da un buco nero in rapida rotazione), nota sorgente di raggi gamma dal nome non molto user-friendly di TXS 0506+056. Anche il nome del neutrino è altrattanto criptico: IceCube-170922A è stato osservato il 22 settembre 2017. Come se non bastasse, la scoperta è resa ancora più interessante dall’osservazione che questi neutrini sono accompagnati da raggi cosmici, le particelle cariche che, venendo da sorgenti distanti dal Sistema Solare, lo bombardano di continuo.

Si sospetta quindi che i blazar possano essere le sorgenti per eccellenza dei neutrini ad alte energie che si osservano nel flusso di neutrini cosmici.

Una scoperta notevole, che fornisce un tassello in più per la conoscenza di queste piccolissime particelle che quotidianamente passano anche attraverso il nostro corpo senza recendercene conto.

Fonte: Science

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