Quando le sabbie cantano

Sapevate che le dune possono cantare? Il fenomeno in questione prende il nome di singing sands (letteralmente sabbie cantanti) e si tratta dell’emissione di un suono che arriva a sfiorare i 105 decibel per vari minuti e che è stato ascoltato in 35 deserti sparsi per il mondo [1].

cropped-tvyamnb-bivtnwcoxtkc5xgbugkimh_nj4ujhqkuorphrg2a89s0s89xwjpi_weny5jzqzx9gdupaa.jpg

Già Marco Polo nel tredicesimo secolo udì nel deserto di Lop (in Cina), quello che a suo dire sembrava il suono di una moltitudine di strumenti musicali, probabilmente suonati dagli spiriti [2].

Oggi sappiamo che spiriti non sono, ma fino a poco tempo fa ancora non esisteva una spiegazione dettagliata di questo fenomeno, nonostante non fossero mancati studi a riguardo

Il mistero sembra essere stato svelato da uno studio pubblicato il 27 Ottobre sulla rivista Physics of the Fluids da un gruppo di ricerca del California Institute of Technology [3].

I ricercatori hanno studiato i suoni provenienti dalle sabbie dei deserti Kelso ed Eureka Dunes, in California, usando dei geofoni, dei particolari microfoni immersi nel sottosuolo che sono in grado di rilevare le onde che vi si propagano. La struttura delle dune invece è stata studiata tramite l’utilizzo di radar.

In questo modo i ricercatori hanno scoperto che le dune che cantano sono strutturalmente diverse da quelle silenziose. Le prime infatti sono caratterizzate dal possedere uno strato uniforme di sabbia asciutta spesso circa 1,5 m che ricopre tutto lo strato umido sottostante e che assorbe ed amplifica alcune frequenze più di altre.

Quando le dune si muovono, emettono onde sonore a varie frequenze. Queste onde vengono intrappolate nello strato asciutto, rimbalzando ripetutamente tra lo strato umido e l’aria esterna fino a dissiparsi completamente. In alcuni casi però, quando la frequenza delle onde è compresa tra 70 e 105 Hz (con un picco a 80 Hz), queste invece di cancellarsi si amplificano, generando il suono caratteristico delle singing sands.

In particolare gli autori dell’articolo hanno rilevato la presenza di due tipi di onde che generano due suoni diversi: uno con frequenze piccate a 70 Hz che genera dei suoni brevi e poco intensi ed un altro a circa 85 Hz che genera invece suoni esplosivi. I due tipi di onde acustiche sono in realtà legate a fenomeni fisici differenti. Le prime viaggiano a circa 115 m/s e sono delle onde dette Rayleigh, ossia che viaggiano sulla superficie del corpo. Le seconde invece viaggiano a circa 250 m/s e sono onde di volume, ossia legate alla compressione e alla rarefazione.

Per potersi gustare appieno questi canti delle dune occorre quindi solo andare in un deserto [4] in una giornata particolarmente calda e secca armati di pazienza e di una buona sopportazione del caldo.

[1] Qui e qui degli esempi di questo suono.

[2] The Travels of Marco Polo, Volume 1, Clicca qui per il testo in questione

[3] N. M. Vriend, M. L. Hunt and R. W. Clayton, Linear and nonlinear wave propagation in booming sand dunes, http://scitation.aip.org/content/aip/journal/pof2/27/10/10.1063/1.4931971

[4] Oltre ai già citati Kelso Dunes e Eureka Dunes in California, si può assistere all’evento nel Warren Dunes nel Michigan, nella Sand Mountain in Nevada, nelle Booming Dunes nel deserto di Namib (Africa), Porth Oer nel Galles, nell’Indiana Dunes in Indiana, Barking Sands nelle Hawaii, Mingsha Shan in Cina, Kotogahama Beach in Giappone, Singing Beach in Massachusetts; vicino Mesaieed nel Qatar e in Gebel Naqous, vicino el-Tor, in Egtto.

Immagine in evidenza: Sahara (Mauritania), fotografia di George Steinmetz (nationalgeographic.com)

Ti piace quello che scriviamo? Scopri qui come puoi sostenerci!

Un nuovo TNO ci dà nuovi indizi su Planet 9
Un team internazionale di astronomi ha rivelato la presenza di un nuovo oggetto trans-nettuniano la cui strana orbita potrebbe essere un'ulteriore evidenza della presenza di
C'è Spazio Per Tutti, Rat-Man arriva sull'ISS - Recensione del fumetto
Paolo Nespoli è un grande astronauta italiano, attualmente per la terza volta a bordo della Stazione Spaziale Internazionale. Rat-Man è il simpaticissimo
Urano e Nettuno, viaggi verso i due giganti ghiacciati
Cassini verso Saturno, Juno verso Giove, New Horizons verso Plutone, Hayabusa1, Hayabusa2 e OSIRIS-REx verso asteroidi vicini, Rosetta verso la cometa 67P/ Churyumov-Gerasimenko,
Hayabusa2: approfondimento sulla missione della JAXA
Hayabusa2 è l'erede della misione Hayabusa (dal giapponese, falco pellegrino). Hayabusa nel 2005 ha visitato l'asteroide (25143) Itokawa, osservandolo per circa 2 mesi
SN 1987a, 30 anni dopo
Era il 24 febbraio del 1987 quando venne riportata la scoperta di un oggetto molto luminoso nella Grande Nube di Magellano (una galassia molto vicina alla nostra), il quale doveva aver aumentato
Il videogioco alleato del cervello
Quante ore passate o avete passato sui videogiochi? Vi è sembrato tempo perso? E se vi dicessimo che invece tutte quelle ore spese di fronte allo schermo potrebbero essere state utili?



Sembra
Come funziona un propellente per lanci spaziali?
Il lancio di un razzo o di un missile avviene sprigionando enormi quantità di gas, attraverso reazioni chimiche di combustione generate dai propellenti. Che tipo di sostanze

Ti piace quello che scriviamo? Scopri qui come puoi sostenerci!

Le onde gravitazionali di LIGO mettono alla prova la Relatività Generale
Le onde gravitazionali sono l'ennesima conferma della teoria della Relatività Generale di Einstein, eppure potrebbero nascondere anche un aspetto
Yusaki Maezawa, il progetto #dearMoon ed il BFR
Lunedì 17 Settembre 2018 alle 6.00 pm EST (3.00 am del 18 Settembre 2018 CET) c'è stata la conferenza stampa presso il quartier generale della SpaceX in California ed è
LED come lucciole? I LEC
Realizzati dai ricercatori delle Università svedesi di Umeå e Linköping coordinati da Ludvig Edman, i LEC sono un dispositivo a stato solido in grado di emettere luce.
LEC è l'acronimo di "Light-emitting
Non c'è 9 senza 10: il Sistema Solare oltre Planet 9
Nuovi indizi lasciano intuire la presenza di un nuovo pianeta roccioso, delle dimensioni di Marte, nella fascia di Kuiper. Lo studio è stato effettuato da Kat Volk
Guida ai Satelliti di Marte
Eccoci con il terzo appuntamento con le guide sui satelliti del Sistema Solare scritte dall’instancabile Alessandro Bologna, astrofilo divulgatore che si occupa della gestione della nostra
Wendelstein 7-X uno Stellarator da Record
Il Wendelstein 7-X ha acquisito un nuovo record per gli Stellarator. Negli esperimenti scorsi il reattore ha raggiunto temperature e densità del plasma più elevate, impulsi più
Farout, il pianeta nano più lontano dal Sole (per ora)

Situato ad una distanza dal Sole circa 100 volte maggiore di quella della Terra, 2018 VG18 'Farout' è a tutti gli effetti l'oggetto più lontano ad oggi noto nel

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: