New Frontiers: dopo New Horizons e Juno parte OSIRIS-REx

Tutto pronto per il lancio della missione OSIRIS-REx, terza parte della missione NASA New Frontiers, dedita all’esplorazione del Sistema Solare. OSIRIS-REx raggiungerà l’asteroide Bennu e poi tornerà sulla Terra, portando con sé dei campioni di roccia che ci permetteranno di scoprire qualcosa sull’origine del Sistema Solare e, forse, della vita.

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Rappresentazione artistica della sonda OSIRIS-REx

Se non ci saranno contrattempi, la missione partirà alle ore 1:05 (ora italiana) della notte tra l’8 e il 9 settembre e sarà in diretta streaming sul sito della NASA.

Dopo una prima orbita, la sonda sfrutterà il fenomeno di fionda gravitazionale tornando vicino alla Terra un anno dopo il lancio, a settembre 2017, dopodiché raggiungerà l’asteroide Bennu a fine 2018.

Nei primi 20 giorni la sonda mapperà l’80% della superficie dell’asteroide, da una distanza di 5 km. Durante questa fase verranno scelti i 12 luoghi più adatti per prelevare campioni, che diventeranno 4 dopo un’ulteriore analisi ad 1 km di distanza. In queste fasi la sonda si terrà in equilibrio posizionandosi in maniera tale che la forza gravitazionale dell’asteroide sia controbilanciata dalla pressione di radiazione (la forza causata dallo scontro dei fotoni su una superficie) proveniente dal Sole. Dopo aver continuato la mappatura dell’asteroide ed averne caratterizzato gli aspetti fondamentali, verrà scelto il sito definitivo per il prelievo di campioni, che avverrà attorno a luglio 2020. Si tratta comunque di una data assolutamente indicativa, dato che dipenderà da molti fattori, problemi e decisioni che verranno affrontati dal team della NASA mano mano che la missione proseguirà.

Il prelievo vero e proprio avverrà con un braccio robotico che potrà raccogliere fino a 2 kg di materiale e riportarlo sulla Terra dove verrà accuratamente analizzato.

Gli obiettivi della missione sono i seguenti:

  • Analizzare un campione della superficie di Bennu
  • Mappare l’asteroide
  • Documentare il sito di campionamento
  • Misurare la deviazione orbitale causata da forze non gravitazionali (effetto Yarkovsky)
  • Comparare l’osservazione dell’asteroide con gli studi compiuti da Terra

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    L’asteroide 101955 Bennu in un’immagine radar

101955 Bennu è un asteroide carbonaceo di grande dimensione appartenente alla categoria nota come NEA (Near Earth Asteroids, asteroidi vicini alla Terra), gli asteroidi la cui orbita interseca quella terrestre. In particolare Bennu si avvicina alla Terra ogni 6 anni, ha un diametro di circa 500 metri e ruota su se stesso in 4 ore e 20 minuti, con una durata dell’orbita di 1,2 anni. Si tratta di un asteroide primitivo, e pertanto non particolarmente modificato dal passare del tempo. Ci aspettiamo pertanto di ricavarne informazioni riguardo il Sistema Solare primordiale e, forse, riguardo l’origine degli ingredienti che hanno favorito l’insorgere della vita sul nostro pianeta.

Per approfondire:
Approfondimento su Polluce Notizie
Il sito della missione

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Grazie a Phyphox, acronimo per PHYsics PHOne eXperiment,

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