Polaris Flare: un grattacapo cosmico fotografato da Herschel

Copyright ESA and the SPIRE & PACS consortia, Ph. André (CEA Saclay) for the Gould’s Belt Survey Key Programme Consortium, and A. Abergel (IAS Orsay)

Polaris Flare non è veramente un “flare”, ma è il nome di una misteriosa regione di polveri e gas osservabile nella costellazione dell’Orsa Minore, nella direzione della stella Polare. Polaris Flare è situata a circa 490 anni luce di distanza dalla Terra, ed è stata fotografata dall’osservatorio spaziale Herschel dell’ESA nel 2011 (tramite lo Spectral and Photometric Imaging Receiver nell’Infrarosso, tra 250, 350 e 500 micron) ed i fotogrammi sono stati qui ricomposti e colorati.

Decine di filamenti interestellari si intrecciano in questa nube ed ognuno di essi si può estendere anche per decine di anni luce nello spazio interstellare e  nelle parti più dense della regione si possano spesso trovare stelle neonate. All’interno della nube si possono trovare vari aggregati di materiale più denso, ma nessuno di essi sembra essere il seme di future stelle. Per come sono adesso, i filamenti semplicemente non sono abbastanza massivi da supportare la formazione stellare.

Ti piace quello che scriviamo? Scopri qui come puoi sostenerci!

Quelle molecole organiche su Cerere
Un recente studio spettroscopico effettuato da un team italiano grazie ai dati della sonda Dawn ha rivelato la presenza di composti alifatici sulla superficie di Cerere. La natura di
Crani delle balene come antenne
Della comunicazione delle balene sappiamo molto, ma ancora esistono molti misteri. In particolare a lungo è rimasta l’incognita del loro sistema uditivo: come fanno a sentire? Una nuova
DPF-Device - La Fusione ad Impulsi!
A settembre vi avevamo parlato di Proto Sphera, un approccio innovativo che riconcepisce i tokamak, le tradizionali camere di reazione, che si propone per raggiungere plasmi molto densi
Ascensore spaziale: dalla fantascienza dell'Onniologo ad una possibilità reale
Uno dei maggiori problemi dell'esplorazione spaziale è che occorre utilizzare una grande massa (il carburante) che si perde poco dopo il lancio.
Premio Nobel per la chimica 2016
Annunciato oggi il premio Nobel per la chimica, assegnato a Sauvage, Stoddart e Feringa, per i loro studi sulle macchine molecolari. 



Jean-Pierre Sauvage, J. Fraser Stoddart e
Quando l'allievo supera il maestro: il successo dei lander di Hayabusa2
Successo per i rover MINERVA-II1 di Hayabusa2: sganciati dalla sonda verso la superficie dell'asteroide (162173) Ryugu, sono correttamente atterrati
Un laboratorio a portata di smartphone
Forse non potrà ancora fare il caffè espresso però da oggi il nostro smartphone si trasforma in un perfetto laboratorio di fisica.

Grazie a Phyphox, acronimo per PHYsics PHOne eXperiment,

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: