Caverne sotterranee sulla Luna: una possibilità per l’umanità?

Uno studio pubblicato su Geophysical Research Letters confirma l’esistenza di un canale lavico nell’Oceanus Procellarum, sulla Luna. Questa conferma apre nuove prospettive per il futuro dell’umanità sul satellite.

Melosh lava

Le variazioni estreme di temperature, le radiazioni e raggi cosmici, gli impatti meteorici: la Luna, essendo priva di atmosfera, non può proteggerci da tali avversità e per questa ragione le visite che gli astronauti hanno potuto fare al nostro satellite, non sono mai durate più di 3 giorni.

Nuove prospettive sembrano nascere grazie alla scoperta di canali lavici nella regione di Marius Hills, nell’Oceanus Procellarum. Questi canali, scavati dalle colate laviche nel corso delle ere in cui la Luna era attiva dal punto vista vulcanico, potrebbero infatti essere la soluzione a questo problema, fornendo uno scudo naturale alle avversità sopra elencate.

Prima di inziare a costruirci una base, è però necessario conoscere più da vicino le dimensioni e la struttura di tali canali. E’ per questo che la JAXA, l’agenzia spaziale giapponese, ha investito su questo progetto usando i dati della sonda SELENE. Il team di ricercatori ha utilizzato i segnali radar della sonda per comprendere la struttura dei canali sotterranei, trovando un pattern tipico per questi segnali: un segnale di risposta, un silenzio e poi un altro segnale di risposta. I radar funzionano infatti nel seguente modo: la sonda invia un segnale radio e misura poi il tempo che quel segnale impiega ad essere riflesso dall’oggetto analizzato e a ritornare indietro, così da poter determinare la forma dell’oggetto. La presenza di due picchi intervallati da un silenzio significa quindi proprio la presenza di una caverna, in cui il segnale viene riflesso dal tetto e dal pavimento.

Il team ha ripetuto tale analisi per varie potenziali aperture sulla superficie della regione, trovando che i canali potrebbero essere più di uno.

Melosh Philly
La città di Philadelphia dentro ad uno di questi canali, per comprenderne le dimensioni.

Il sistema radar di SELENE non è stato pensato per trovare questi canali, ma per studiare la storia geologica della LUNA, e quindi la sonda non ha volato abbastanza vicino alla superficie da poter utilizzare i dati per avere informazioni estremamente accurate su tali canali. Per questo, il team ha collaborato con quello della sonda GRAIL della NASA che, studiando il campo gravitazionale della Luna, ha rilevato dei deficit di massa in queste regioni. Combinando quindi i dati delle due missioni, è stato possibile ottenere delle informazioni più dettagliate su questi canali lavici.

Per essere rilevabili dai dati della missione GRAIL, tali canali devono essere almeno alti e larghi vari chilometri, e ciò vuol dire che se tali risultati sono corretti, i canali individuati potrebbero contenere intere città.

L’esistenza di tali canali era già stata ritenuta possibile in passato, ma questa combinazione di dati radar e gravitativi ha permesso di produrre il quadro più dettagliato ad oggi disponibile a riguardo.

Ti piace quello che scriviamo? Scopri qui come puoi sostenerci!

Missioni su Venere

Venere è stato oggetto di numerose missioni, ma comunque non così tante come Marte. È più difficile andare su Venere? Vediamo insieme quali missioni sono riuscite a raggiungere il gemello della Terra
Dal Giappone all'ISS: intervista a Marco Casolino, primo ricercatore all'INFN
Marco Casolino è un Fisico che opera presso l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, dove è Primo Ricercatore; tiene corsi sui raggi cosmici
A tutto plasma! - Respirando l'alta atmosfera
Il 5 Marzo è stato acceso per la prima volta un propulsore elettrico air breathing, cioè un propulsore elettrico in cui entra una miscela di gas attraverso una presa d'aria
Cos'è il Solstizio d'Inverno
Il 21 dicembre 2018, alle 22:22, ricorre il solstizio d'inverno. Ma perché questa data indica l'inizio della stagione fredda nei calendari?

Non tutti sanno, forse, che l'inizio di una stagione
Bolide avvistato in Nord Italia il 30 maggio: Prime immagini e spiegazione
Il 30 maggio 2017, attorno alle 23:10, moltissime persone in un'area compresa approssimativamente tra Firenze e Milano hanno potuto ammirare uno
Fosfina: ci può essere vita su Venere?

Un nuovo studio sull'atmosfera venusiana ha rilevato la presenza di una molecola, la fosfina, che sulla Terra viene prodotta unicamente per sintesi biologica o industriale.



Cerchiamo
Plutone di nuovo un pianeta? Alan Stern propone una nuova definizione
Ad alcuni il fatto che Plutone sia stato declassato a pianeta nano da pianeta vero e proprio continua a non andare giù. La proposta del planetologo

Qui lo studio e qui il comunicato della Purdue University.

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: