La domesticazione del tacchino

Oggi, 22 novembre 2018, milioni di statunitensi e canadesi festeggiano il Giorno del Ringraziamento. La tipica usanza della cena a base di tacchino sembra avere un’origine ben più lontana dei padri pellegrini del ‘600 e un nuovo studio pubblicato su Science ne rivela l’origine nella storia precolombiana.

Eric Thornton e Kitty Emery, archeologi rispettivamente della Washington State University e del Florida Museum of Natural History, hanno rilevato che il tacchino veniva servito anche durante le cerimonie Maya, fin dal 350 a.C, gettando nuova luce sul processo di domesticazione di questo animale. I Maya per primi hanno catturato e fatto crescere in cattività dei tacchini selvaggi circa 2300 anni fa, rendendolo di fatto il primo vertebrato domesticato nel Nord America.

Thornton ed Emery hanno studiato delle ossa ritrovate presso l’antica città Maya di El Mirador, nel nord del Guatemala, e si è reso conto (confermandolo poi tramite analisi genetica) che alcune di queste ossa erano molto simili a quelle del tacchino selvatico (Meleagris gallopavo) che ancora oggi si può trovare nel Sud-Est degli Stati Uniti ed in Messico, e non al Meleagris ocellata, nativo della regione in cui vivevano i Maya.

Gli archeologi hanno poi effettuato un’analisi isotopica dei metalli presenti nelle ossa dei tacchini per risalire alla loro dieta così da capire qualcosa sulla loro dieta (ricco di quegli isotopi) e quindi sulla loro origine. Dallo studio delle ossa di El Mirador si è quindi visto che tali tacchini si nutrivano con una dieta basata sul mais molto simile a quella degli antichi Maya.

Ad ogni modo, sembra molto probabile che si trattasse di un cibo di elité, dedicato alle cerimonie religiose, e non diffuso tra la popolazione. Si tratta ad ogni modo di una prova della domesticazione del tacchino, unico vertebrato ad essere stato domesticato direttamente sul suolo americano (cani, cavalli, mucche, maiali e polli furono portati da altrove).

Fonte: Science

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