Stelle cadenti: cosa sono le perseidi e quando osservarle

C’è almeno un giorno dell’anno in cui moltissime persone alzano gli occhi verso il cielo: è la notte di San Lorenzo, il 10 agosto, tradizionalmente dedicata alla caccia alle stelle cadenti. Ma siamo sicuri sia la serata giusta in cui cercarle? E soprattutto, cosa sono quelle fugaci strisciate di luce nel cielo?

Cala la notte a rinfrescare dopo una giornata di arsura. Sdraiati su un prato o sulla spiaggia, gruppi di persone si incontrano per alzare gli occhi al cielo. La notte di San Lorenzo è il giorno dell’anno che tutti amano passare alla ricerca delle stelle cadenti, le cosiddette “lacrime di San Lorenzo“.

Questo nome che le ha affidato la tradizione è legato alla figura di San Lorenzo, perché si dice che il santo fu martirizzato sui carboni ardenti e le stelle cadenti ne sono state prese come simbolo.

Le stelle cadenti non sono in realtà stelle ma meteoroidi, piccoli frammenti di asteroidi o comete che vagano nello spazio interplanetario. Quando uno di questi frammenti attraversa il gas atmosferico a gran velocità si sviluppa un intenso attrito e la roccia brucia in un processo noto come ablazione.

Il colore della luce emessa dipende dalla loro composizione. Differenti elementi producono luce di differenti colori nel momento in cui il meteoroide subisce ablazione. Il ferro, uno degli elementi più comuni, produce colore giallo, i silicati producono un colore rosso, mentre un colore verde indica la presenza di rame.

Ogni giorno nell’atmosfera terrestre brucia una grande quantità di meteoroidi, ma ci sono alcuni periodi dell’anno in cui questo processo si intensifica. Si parla in quel caso di sciami meteorici, un insieme di meteore che nello stesso periodo sembrano provenire da un unico punto della volta celeste. Alcuni sciami meteorici sono legati al passaggio di asteroidi, ma nella maggior parte dei casi le colpevoli sembrano essere le comete: quando passano vicino al Sole lasciano dietro sé molto materiale che resta ad orbitare nello spazio interplanetario.

Tale materiale si trova attorno a quella che era l’orbita della cometa e quando la Terra vi passa attraverso avviene lo sciame. Gli sciami meteorici prendono il nome della costellazione da cui sembrano provenire, cosa che dipende dal punto dell’orbita terrestre in cui avviene l’incontro. Ci sono vari sciami nel corso dell’anno e sono legati al materiale perso da diverse comete. Ad aprile ci sono per esempio le Acquaridi, legate alla cometa di Halley, che sembrano provenire dalla costellazione dell’Acquario, in autunno ci sono le Tauridi legate alla cometa 2P/Encke e che sembrano provenire dalla costellazione del Toro.

Le lacrime di San Lorenzo sono note come Perseidi, perché sembrano provenire dalla costellazione di Perseo. Lo sciame delle Perseidi è sicuramente il più famoso, merito anche del suo passaggio nelle più spensierate serate estive. La cometa incriminata è la 109P/Swift-Tuttle. Scoperta nel 1862 dagli astronomi Lewis Swift e Horace Tuttle, pochi anni dopo Giovanni Schiaparelli comprese il legame tra il suo passaggio e gli sciami di Perseidi.

Una stella cadente dello sciame delle Perseidi immortalata dalla Stazione Spaziale Internazionale. Credits: Esa/Nasa

La Swift-Tuttle è una cometa periodica che torna a farsi vedere ogni 133 anni. L’ultima volta è arrivata al perielio nel 1992 e tornerà da queste parti nel 2125. I frammenti che osserviamo sono però principalmente quelli del suo passaggio del 1860, perché i detriti della cometa impiegano del tempo a posizionarsi in modo tale da intersecare l’atmosfera terrestre. Si tratta di una cometa piuttosto grande, di 26 chilometri di diametro, e ad ogni suo passaggio ripopola il cielo dei suoi frammenti, permettendoci di assistere al meraviglioso spettacolo delle stelle cadenti.

Quest’anno le perseidi sono visibili dal 17 luglio al 26 agosto ma la loro intensità sarà massima nella notte tra l’11 e il 12 agosto. In quella notte sarà possibile vedere tra le 100 e le 200 stelle cadenti ogni ora.

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