Una tazzina da tè cosmica

I quasar (QUASI-stellAR objects) sono oggetti estremamente luminosi e lontani dalla Terra, galassie attive delle quali l’emissione è dovuta alla caduta di materiale all’interno del buco nero supermassiccio centrale. Sappiamo della loro esistenza fin dagli anni ’60 ma la loro natura è rimasta fonte di diatribe scientifiche per almeno vent’anni. Apparivano puntiformi ed il loro redshift (un parametro spettrale utilizzato per misurare la distanza degli oggetti cosmologici) indicava una distanza grandissima, ma non era noto alcun meccanismo in grado di fornire quella grande luminosità e molti sostenevano perciò si trattasse in realtà di oggetti stellari molto più vicini.

Nell’immagine di oggi possiamo vedere il quasar soprannominato Teacup, tazzina da tè, situato ad 1,1 miliardi di anni luce dalla Terra e che si pensava fosse un oggetto morente, avendo stimato che la sua luminosità si sia ridotta tra 50 e 600 volte nel corso delle ultime decine di migliaia di anni. Venne scoperto nel 2007 con il progetto di citizen science Galaxy Zoo, un progetto che coinvolgeva il pubblico per analizzare e classificare le galassie tramite i dati della Sloan Digital Sky Survey. Il manico della Teacup, che si trova a circa 30 000 anni luce dal buco nero centrale, è una bolla di materiale energetico energizzato durante il processo di caduta verso il centro della galassia. Questa separazione di materiale dal centro avrebbe generato la riduzione di energia osservata che aveva in precedenza portato a ritenere che la Teacup si stesse spegnendo.

Nuove osservazioni ottenute tramite il telescopio dell’ESA XMM-Newton e l’osservatorio Chandra della NASA hanno mostrato che questo oggetto emette raggi X da una sorgente centrale, ben occultata alla vista, portando a ricalcolare la riduzione totale di energia ad appena 25 volte negli ultimi 100 000 anni.

Il quasar Teacup. Credits: NASA/ESA

Fonte: ESA space in images (clicca per vederla in alta risoluzione)

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