Dorian dalla Stazione Spaziale

L’uragano Dorian imperversa sugli Stati Uniti ed in particolare sulla Florida. Ma che cos’è un uragano? E cosa c’entra il riscaldamento globale?

Cos’è un uragano? È un ciclone tropicale formato sull’Oceano Atlantico. “Ciclone” perché è una zona di bassa pressione attorno alla quale i venti ruotano in senso antiorario (nell’emisfero nord). “Tropicale” perché si forma sui mari tropicali, attorno ai 25° di latitudine. È portatore di fenomeni intensi di pioggia, onde ed allagamenti, tornado e tempeste.

Come si forma un uragano? Ci sono alcuni prerequisiti per la formazione di un uragano. I venti soffiano verso la zona di bassa pressione e vengono messi in rotazione dalle forze legate alla rotazione terrestre. Quando la bassa pressione passa su un mare caldo (almeno 27°C per i primi 50 metri di spessore), l’aria calda e umida inizia a salire e si raffredda, condensando e formando nubi. Questo processo fa diminuire la pressione, e quindi intensificare i venti, a livello della superficie. Maggiore ventilazione implica anche maggiore evaporazione, e quindi si crea un circolo che si autoalimenta (un “feedback positivo”).

Dorian è legato al riscaldamento globale? Al solito, un singolo evento meteorologico è difficile da collegare *direttamente* al riscaldamento globale. Il riscaldamento è un fenomeno climatologico, ossia che si vede sui lunghi periodi di tempo e su larghe scale spaziali. Un uragano è un fenomeno locale e di durata stagionale. Tuttavia alcuni recenti studi hanno dimostrato che con il riscaldamento globale ed il conseguente riscaldamento medio degli oceani, gli uragani come questo *potrebbero* crescere in intensità e frequenza.

Le perturbazioni attuali nell’Oceano Atlantico. Credits: NOAA

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