11/11/2019: Osserviamo E Fotografiamo Il Transito Di Mercurio

11 Novembre 2019

Segnatevi questa data e tenetevi liberi per l’ultimo grande evento astronomico dell’anno.

Il 2019 si è aperto con una bella eclissi totale di Luna a Gennaio, ha proseguito con un’eclisse solare a inizio Luglio e terminerà col transito di Mercurio davanti alla nostra stella.

© Elijah Mathews – Own work. Il Transito di Mercurio fotografato il 9 Maggio 2016. Mercurio e’ il pallino nero centrato nel cerchio rosso.

Se le eclissi sono fenomeni relativamente frequenti, i transiti planetari sono più rari. Il prossimo transito di Mercurio, tempo permettendo, sarà osservabile il 13 Novembre 2032, tra 13 anni.

Per non arrivare impreparati a questo appuntamento, vediamo cosa serve per osservare e fotografare questo evento.

Ma prima, qualche informazione sui transiti planetari.

Q&A Sui Transiti Planetari

Se siete interessati solo a come osservare o fotografare il transito di Mercurio, potete saltate pure questa digressione sui transiti planetari.

Cosa e’ un Transito Planetario?

Per capirci, senza presunzione di darne una rigorosa definizione scientifica, si dice Transito il momento in cui un corpo celeste transita tra il Sole e l’osservatore.

Sempre per capirci, quella che per noi sulla Terra è un’eclisse lunare, per un astronauta sulla Luna sarebbe un’eclisse solare totale. Quello che l’astronauta vedrebbe e’ dovuto al transito della Terra davanti al Sole.

Allo stesso modo, quando sulla Terra osserviamo una eclissi solare, stiamo osservando il transito della Luna davanti il Sole.

Schema di un’eclisse solare. Fonte: Wikipedia.

Che Transiti Si Possono Osservare?

I transiti sono quindi passaggi di corpi celesti tra l’osservatore e il Sole.

Se il transito lo fa la Luna, questo viene chiamato eclisse solare in quanto le dimensioni apparenti della Luna solo tali da eclissare il Sole.

Esistono solo altri due corpi celesti di dimensioni apprezzabili e che possono frapporsi tra noi e il Sole: Mercurio e Venere.

Quando Si Può Vedere Un Transito?

Per rispondere a questa domanda, dobbiamo fare qualche considerazione di dinamica celeste.

Chiamiamo eclittica il piano dell’orbita della Terra attorno al sole: questo sarà il nostro piano di riferimento.

Nessun altro pianeta del sistema solare, ad esclusione della Terra, orbita esattamente nel piano dell’eclittica. Piuttosto, le orbite dei pianeti intersecano il piano dell’eclittica in due punti: nel passaggio del pianeta da sopra al piano a sotto il piano dell’eclittica, e viceversa.

Lo schema seguente chiarisce questi concetti.

I punti in cui le orbite planetarie intersecano il piano dell’eclittica sono detti nodi, e la linea retta che li congiunge è detta linea dei nodi.

Il Transito è osservabile solo quando Mercurio o Venere sono nei nodi della loro orbita.

Questo, però, non vuol dire che quando uno di questi pianeti è nel nodo della sua orbita, noi possiamo vedere il transito: per questo, occorre che la la Terra sia in posizione favorevole.

Questo succede quando il nodo va a trovarsi tra noi e il Sole.

Nella nostra epoca, è possibile vedere il transito di Mercurio solo nella prima meta’ di Maggio o di Novembre. Per Venere, il transito e’ visibile solo ad inizio Giugno o inizio Dicembre.

Nel tempo (tanto tempo), i nodi si spostano lungo le orbite planetarie e i transiti saranno visibili in periodi diversi

Possono Esserci Transiti Multipli?

Si. Ma dovrete aspettare almeno l’anno 11900.

Se la cosa vi interessa, due ricercatori, Meeus e Vitagliano, hanno pubblicato uno studio sui transiti multipli sulla rivista Journal of the British Astronomical Association, vol.114, no.3, p.132-135. L’articolo è disponibile online qui (in inglese) e può essere scaricato in formato pdf.

La prima pagina dell’articolo di Meeus e Vitagliano sul Journal of the British Astronomical Association.

Interessante è pure il fatto che nel futuro, si verificheranno transiti in corrispondenza delle eclissi solari. Come il 5 Luglio 6757, quando si sia Mercurio che la Luna transiteranno assieme davanti al sole.

Quanto affidabili sono questi calcoli? Abbastanza: gli errori dovuti al fatto che non si possono calcolare esattamente le posizioni planetarie a causa delle interazioni con tutto quello che li circonda (l’annoso problema a multi-corpi) sono stimati essere dell’ordine dei minuti.

Dopo questa digressione, torniamo al nostro Transito di Mercurio del prossimo 11 Novembre.

Visibilità E Percorso Del Transito

Un transito planetario può essere osservato da un’area geografica maggiore rispetto a un eclissi solare totale. E dura anche molto più a lungo: il transito di Mercurio durerà circa 5 ore e mezza.

Va comunque detto che la durata del transito è variabile. L’ultimo transito, nel Maggio 2016, durò 7 ore e mezza.

Visibilità del Transito di Mercurio a seconda dell’area geografica.

Come mostra la mappa qui sopra, da noi il transito sarà ancora in corso al tramonto.

Chi è negli states occidentali, si sveglierà col transito già cominciato. Gli abitanti della costa atlantica degli States e del Sud America, invece, potranno godersi il transito nella sua totalità.

Per chi sta in Alaska, Russia orientale, Asia e Australia… grazie per aver partecipato… sarà per un’altra volta.

La schema sotto mostra il percorso del transito di Mercurio.

Conoscere il percorso del transito è rilevante solo per chi osserva e fotografa ad alti ingrandimenti, con solo una parte del Sole visibile.

Osservare E Fotografare Il Sole In Sicurezza

Sgombriamo il campo da equivoci: col Sole non si scherza.

Se poi tra il nostro occhio e lui ci mettiamo uno strumento ottico il cui compito è quello di concentrare e mettere a fuoco la luce solare in un punto sulla nostra retina, bisogna stare molto attenti a quello che si fa.

A ritrovarsi con un buco nella retina e’ un attimo.

Un video istruttivo che mostra, su un occhio di maiale, l’effetto di osservare il sole con un telescopio senza protezione. Il video e’ in inglese, ma le immagini parlano da sole.

Le soluzioni fai da te sono sempre e comunque compromessi pericolosi: con poche decine di euro potete comprare un filtro di protezione per il vostro telescopio.

Vale la pena rischiare per cosi’ poco?

Se invece di osservare fotografate, gli effetti di non usare un filtro adeguato saranno meno devastanti per la vostra salute, ma non per il vostro portafogli.

Se non volete trovarvi con un bel buco sul sensore, usate un filtro solare specifico. E poi il filtro potete comunque sempre usarlo anche per osservare le eclissi solari e le macchie solari, ma questa è un altra storia.

Filtri solari in Mylar montanti sul mio Skymax90 e Sony RX10

Se ci sono bambini in giro, non lasciate incustodito il vostro strumento ottico puntato sul Sole. E non lasciateli manipolare da soli il telescopio.

Materiale Per L’Osservazione E La Fotografia Solare

Filtri Solari

Ho già detto che “no filtro?… no Sole”? Bene, allora andate e prenderne uno.

I filtri che possiamo acquistare a poco prezzo permettono di osservare e fotografare il sole in sicurezza.

Sono spesso costruiti con un foglio di Mylar montato su una cella. Un set di viti permette di fissare il filtro su strumentazioni che hanno diametri leggermente differenti.

Questo filtri permettono osservazioni e fotografie nella cosiddetta “luce bianca”. Per vedere il sole in Ha, i brillamenti e le CME (Coronal Mass Ejection), servono telescopi appositi e parecchio costosi.

Telescopio

Il telescopio è un must per l’osservazione astronomica.

Se siete agli inizi, se volete una cosa per provare e non volete spendere troppi soldi e investire troppo tempo, un piccolo telescopio da tavolo di tipo Dobson va benissimo.

Si può cominciare ad appassionarsi in economia con un Celestron 76/300 da 65e o con un migliore, ma pur sempre abbordabile Orion Starblast 114/450.

Celestron 76/300 FirstScope Dobson

Meade fa anche un telescopio pensato ed equipaggiato di serie per l’osservazione solare: l’82/300 EclipseView.

Sono telescopi perfetti e facili per imparare, ma non spendeteci soldi per migliorarli… usateli per quel che sono 🙂

Questi telescopi non sono adatti per la fotografia. Per questo uno Skywatcher Skymax 90 è meglio, per iniziare.

La montatura non è così importante a bassi ingrandimenti: anche un treppiede con testa a 3 vie può funzionare sia per osservare che per fotografare o fare corti filmati.

Lenti Fotografiche

Il sole è fotografabile anche senza telescopio, addirittura con camere bridge tipo Nikon Coolpix P1000.

Servono focali lunghe, almeno 400mm. Per contenere i costi si possono usare duplicatori di focali e vecchi teleobiettivi dell’era pre-digitale.

Il Sole fotografato con Olympus Zuiko 200 f/4 e duplicatore di focale su treppiede fisso. Focale equivalente 800mm.

Lo schema qui sotto aiuta a visualizzare quanto il Sole riempe un classico fotogramma da 35mm usando teleobiettivi a diverse focali.

A 2000mm, il sole entra appena in un fotogramma da 35mm (full frame). 200mm sono il minimo sindacale per fotografare le macchie solari.

Pronti per seguire il Transito di Mercurio? Filtri Montati? E allora buona visione (sperando nel meteo) 🙂

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