Acqua nel mantello terrestre: dai diamanti le prime prove dirette

Piccole tasche di acqua al di sotto della superficie terrestre: questa la scoperta pubblicata su Science Magazine da un team internazionale di ricercatori. Come è stato possibile vedere così in profondità? Usando i diamanti.

I diamanti espulsi da centinaia di kilometri di profondità possono fornire preziose informazioni sulla struttura interna del nostro pianeta. I diamanti puri sono fatti unicamente di atomi di carbonio, ma i diamanti puri sono rari, e la maggior parte contiene delle piccole impurità sotto forma di cristalli inclusi all’interno di quelli di diamante. Queste inclusioni portano con sé delle interessanti informazioni sulla storia del minerale che le contiene.

Lo studio, guidato da O. Tschauner dell’Università del Nevada, ha analizzato diamanti provenienti dall’Africa meridionale e dalla Cina. Oltre dodici diamanti contenevano delle inclusioni acquose mai viste prima, note come ghiaccio VII (le forme cristalline dell’acqua, ossia i tipi di ghiaccio, si distinguono in base alla disposizione delle particelle nel reticolo cristallino). Il ghiaccio VII non era mai stato osservato in natura, ma era ben noto in esperimenti di laboratorio ad alta pressione.

L’identificazione di ghiaccio all’interno dei diamanti suggerisce che nel luogo dal quale quei diamanti provengono (molto in profondità, nel mantello terrestre) debba scorrere acqua allo stato fluido, invece che essere legata ai minerali cosiddetti idrati. Alcuni dei diamanti analizzati si dovrebbero essere formati tra i 610 e gli 800 km al di sotto della superficie e quindi si tratterebbe della prima evidenza diretta della presenza di acqua liquida a queste profondità. Resta ignoto, tuttavia, quanto comuni siano queste sacche di acqua e quanto siano grandi.

Fonte: Science

Ti piace quello che scriviamo? Scopri qui come puoi sostenerci!

BOINC, il proprio pc al servizio della ricerca
Il Berkeley Open Infrastructure for Network Computing, per gli amici BOINC, è un software che permette di utilizzare le risorse non utilizzate del proprio computer per aiutare
ʻOumuamua, l'ospite inatteso del Sistema Solare
Tra asteroidi e comete, si contano circa 750.000 corpi minori nel nostro Sistema Solare. Di questi, qualcuno potrebbe essersi formato in altri sistemi stellari, venendo
La scienza dei fiocchi di neve (galleria macrofotografica)
Con l'arrivo dell'inverno arrivano anche le prime nevicate e con esse tanta geometria. Eh sì, perché se avete mai visto un fiocco di neve con una lente d'ingrandimento
La fisica della buona pizza
La cucina è un vero e proprio laboratorio di fisica da cui si può imparare molto delle leggi che la regolano. Ma è anche vero il contrario, ossia che i principi della fisica possono essere
Un buco nero da record
Gli astronomi dell'Australian National University hanno trovato un buco nero incredibilmente rapido nell'aumentare le proprie dimensioni fagocitando materia, tanto da detenere il record di accrescimento
Nakhliti e vulcani marziani: nuovi importanti indizi sulla loro storia
Un nuovo studio pubblicato su Nature a prima firma B.E.Cohen fornisce importanti ed innovativi indizi sull'evoluzione dei vulcani marziani e sull'origine
Plutone di nuovo un pianeta? Alan Stern propone una nuova definizione
Ad alcuni il fatto che Plutone sia stato declassato a pianeta nano da pianeta vero e proprio continua a non andare giù. La proposta del planetologo

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: