Plutone sotto i riflettori – Parte IV: i venti solari

A luglio 2015 la sonda New Horizons è giunta vicino al pianeta nano più famoso del Sistema Solare. Dopo mesi di analisi dei dati ottenuti, il team di ricerca della New Horizons ha deciso di pubblicare i risultati di queste analisi in una serie di articoli su Science.

Oggi parliamo delle interazioni di Plutone con il suo ambiente esterno, concentrandoci sugli effetti che i venti solari hanno sul pianeta nano. 

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Una rappresentazione dell’interazione del vento solare con Plutone

L’intensità delle interazioni dipende dalla velocità con cui le particelle atmosferiche fuggono dagli strati esterni dell’atmosfera. Nel caso di un flusso intenso di queste particelle si genera un’interazione simile a quella delle comete, in cui la regione di interazione è molto più grande dell’oggetto; nel caso di flusso debole si ha un’interazione di tipo marziano, in cui la regione interessata è di dimensione simile a quella del pianeta. In altre parole, se molte particelle fuggono dall’atmosfera il vento solare interagisce con esse in misura considerevole anche lontano dal pianeta, altrimenti l’interazione si ha quasi solo nell’intorno di esso.

Prima del passaggio ravvicinato della sonda New Horizons, la fuga atmosferica era stimata tra 1025 e 1028 molecole al secondo. Si riteneva che questi valori, ad una distanza dal Sole pari a quella di Plutone, avrebbero dovuto generare una regione di interazione che si estende da 7 a 1000 raggi di Plutone e quindi generare un’interazione di tipo cometa.

Lo strumento SWAP (Solar Wind Around Pluto) a bordo della New Horizons ha rilevato che l’intensità del vento solare vicino a Plutone sono circa costanti e più forti del previsto. La presenza delle particelle dovrebbe essere osservabile tramite un rallentamento dei venti solari. Fino ad una distanza pari a 20 raggi di Plutone questo rallentamento non si è osservato, mentre è pari al 20% a circa 6 raggi di distanza. Questo è un valore piuttosto piccolo, che riporta quindi ad una interazione di tipo Marte, ed è consistente con un valore di fuga delle particelle di circa 6 x 1025 molecole di metano al secondo. Dietro Plutone, la perturbazione al vento solare si può rilevare fino ad una distanza pari a ben 400 raggi di Plutone.

[1] F. Bagenal et al., Pluto’s interaction with its space environment: solar winds, energetic particles and dust, Science Magazine

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