Un cratere meteorico in Abruzzo… O forse no?

Nella regione del Monte Sirente, in Abruzzo, esiste un laghetto quasi circolare, noto con il nome di Cratere del Sirente. In passato tale lago si è ritrovato sui media nazionali ed esteri per la sua presunta natura meteorica, che lo renderebbe il primo -ed unico- cratere da impatto in Italia. Ma forse le cose non stanno proprio così.

L’Italia, com’è noto, è una terra geologicamente giovane; ciò significa che ha avuto meno tempo per subire impatti di meteoriti e conseguentemente si avranno pochi o nessun cratere da impatto.

Nel 2002 in uno studio pubblicato su Meteoritics & Planetary Science a prima firma James Ormö, fa capolino per la prima volta l’ipotesi che il lago del Sirente sia di origine meteorica. Il lago ha un diametro di oltre 100 metri e secondo questo studio sarebbe il cratere principale di una serie di crateri più piccoli che lo circondano per un’estensione totale di circa 450x400m.

Velino Sirente U.d'A. (14)
Il “Cratere del Sirente”

Per Ormö, la morfologia del cratere, e la presenza dei crateri più piccoli, lasciano fortemente pensare ad un meteorite che si è frammentano durante il volo in atmosfera. Altro punto a favore sarebbe la presenza di ossido di ferro nel terreno del laghetto, e non nel resto della piana.

Tuttavia non la pensano allo stesso modo i ricercatori dell’INGV (Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia), che hanno più volte smentito tale possibilità tramite studi di tipo geochimico e geofisico. Allo stesso tempo, i ricercatori hanno anche smentito la possibilità che si tratti di un vulcano di fango, ipotesi che era stata proposta come alternativa a quella dell’impatto meteorico. Si ritiene che la soluzione più probabile sia che si tratti di un laghetto artificiale, creato dai pastori per abbeverare le greggi nei mesi estivi in cui l’acqua scarseggia.
Fabio Speranza, il ricercatore che ha guidato questi studi, riassume così i risultati ottenuti:

In sintesi, i risultati principali sono i seguenti:
• il “cratere” non ha radici più profonde di 10-20 m. Cioè al di sotto di 10-20 m i sedimenti sono assolutamente indisturbati, e questo è incompatibile con l’ipotesi che un meteorite sia penetrato in profondità.
• Non ci sono corpi magnetici (e quindi nessun meteorite metallico) sotto la depressione principale che contiene il laghetto.
• Circa 30 piccole depressioni secondarie, interpretate come crateri meteoritici secondari, sono esattamente localizzate al di sopra di strutture carsiche del substrato calcareo. Vanno dunque interpretate come doline carsiche, anziché crateri. Anche la depressione principale che contiene il lago si trova al di sopra di strutture carsiche. E’ probabile dunque che si tratti di una dolina naturale successivamente sistemata e rimodellata per costituire un serbatoio d’acqua.
• Non ci sono emissioni di metano, e anche altre caratteristiche regionali geologiche e geochimiche sono incompatibili con l’ipotesi vulcano di fango.

L’eventuale impatto sarebbe anche origine di una leggenda che riguarda la conversione dell’imperatore Costantino al Cristianesimo, leggenda che probabilmente la regione Abruzzo vuole mantenere viva, avendo impedito il carotaggio del centro del lago, dal quale si potrebbero avere evidenze dirette dell’impatto.

[1] Clicca qui per vedere il lago su google maps

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