L’addio di Hitomi

Ricordate il satellite Hitomi? Quello che poco dopo l’entrata in orbita è andato in frantumi? Oltre a qualche detrito nello spazio qualcosina in eredità Hitomi ce lo ha lasciato: prima di morire è riuscito a raccogliere dati sulla galassia di Perseo che potrebbero svolgere un ruolo chiave nella comprensione dell’evoluzione delle galassie.

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La foto di NGC 1275, la galassia nella costellazione di Perseo fotografata da Hitomi. Fonte: NASA

Il 17 febbraio 2016 l’agenziale spaziale giapponese (JAXA) ha lanciato il satellite Hitomi, un osservatorio spaziale a raggi X. Purtroppo un difetto di progettazione ha portato alla sua frantumazione in orbita, impedendo lo svolgimento delle attività previste. Ad ogni modo, il satellite ha potuto inviare dati per quasi un mese dal lancio.

Il team di Hitomi ha pubblicato uno studio su Nature in cui sfruttando questi dati si è potuta studiare la galassia NGC 1275, nella costellazione di Perseo, concentrandosi sul buco nero supermassiccio presente nel suo nucleo.

Nelle fasi di assorbimento circostante, questi buchi neri supermassicci sono in grado di rilasciare grandi quantità di energia nel proprio circondario, generando delle bolle di plasma caldo che viaggiano tra le galassie. Queste bolle avrebbero il ruolo fondamentale di scaldare il gas presente nella galassia, impedendone la contrazione gravitazionale in stelle e pianeti.

[1] Media INAF, Hitomi ci svela Perseo

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