Trappist-1: la cocente delusione

Ricordate il famoso sistema di Trappist-1, quello costituito da 7 pianeti rocciosi che avevano fatto tanto sperare per quanto riguarda la ricerca esobiologica? Da un recente studio sembra che l’abitabilità del sistema sia assolutamente ridotta a causa dell’attività stellare della nana rossa attorno alla quale orbitano i pianeti.

39 anni luce ci separano da TRAPPIST-1, la nana rossa situata nella costellazione dell’Acquario attorno alla quale gli astronomi hanno trovato ben 7 pianeti rocciosi simili per dimensioni alla Terra utilizzando il metodo dei transiti. La stella è piccola (massa circa l’8% di quella solare) e fredda, ma la distanza ravvicinata dei pianeti fa sì che questi potrebbero avere temperature tutto sommato simili a quelle della Terra.

Un’illustrazione artistica del sistema planetario di TRAPPIST-1. Credits: NASA

Un recente articolo, ancora in fase di revisione, di K. Vida et al. però offre uno scenario ben poco adatto per l’abitabilità del sistema in questione. L’analisi delle curve di luce di questa stella hanno portato a definire un periodo di rotazione della stessa di circa 3.3 giorni, con la presenza di molte di quelle che vengono chiamate eruzioni solari, espulsioni di materiale altamente energetico dalla superficie della stella. Queste eruzioni per di più sono molto intense e non regolari: una delle situazioni peggiori per l’attività biologica, che richiede che le condizioni energetiche siano sufficientemente stabili.

Le nane rosse sono note per essere piuttosto instabili, ma la risonanza mediatica avuta dalla scoperta del sistema, partita probabilmente con eccessiva aspettativa generata dalla NASA, quasi ce lo aveva fatto dimenticare.

Buchi Neri: le basi per capire questi straordinari mostri cosmici

Tutti abbiamo sentito parlare più o meno approfonditamente di Buchi Neri, ma cosa sono realmente? Perché sono così interessanti e spaventosi allo stesso
Chi è Betelgeuse, la spalla d'Orione

Betelgeuse è una delle stelle più rinomate e luminose della volta celeste. Gigante rossa prossima alla supernova, è anche una delle principali stelle della costellazione di Orione.



Nel
Plutone sotto i riflettori - Parte III: la composizione superficiale
A luglio 2015 la sonda New Horizons è giunta vicino al pianeta nano più famoso del Sistema Solare. Dopo mesi di analisi dei dati ottenuti, il team di
Terremoti e trivelle: che legame c'è?
Tra le varie discussioni che accendono i social ce n'è una che va molto di moda in periodi in cui si verificano episodi sismici: la relazione causale tra questi episodi e la presenza
OSIRIS-REx e Bennu: siamo arrivati
A pochi giorni dall'arrivo di InSight su marte, un'altra missione planetaria giunge al suo obiettivo. Oggi, 3 dicembre 2018, infatti, la sonda OSIRIS-REx della NASA si inserirà in orbita
Curiosity ha campionato una duna lineare marziana
Tra febbraio ed aprile, il rover della NASA Curiosity è stato impegnato nell'esaminare quattro siti nei pressi di una duna lineare nella regione di Bagnold Dunes da confrontare
I sistemi stellari binari

Guardare il cielo notturno senza stupirsi dell'immenso numero di quei puntini luminosi che lo ricoprono è veramente un'impresa ardua. Ma lo stupore diventerebbe ancora maggiore se potessimo

One thought on “Trappist-1: la cocente delusione

  • Aprile 1, 2017 in 8:32 am
    Permalink

    Eh, si. Nel mio corso all’Università su Astrobiologia e dintorni, faccio sempre notare che le nane rosse sono ben poco indicate per la ricerca di vita. Troppo instabili. Flare e raggi X in quantità. E troppo vicino il pianeta deve essere alla stella per stare nella HZ (da cui rotazione e rivoluzione sincronizzate, lo stesso emisfero bloccato verso la stella). Ma ce ne sono tante e preferiamo dimenticarcene.. Bisogna andare su stelle tipo Sole, come si è sempre saputo.

    Rispondi

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: