Yusaki Maezawa, il progetto #dearMoon ed il BFR

Lunedì 17 Settembre 2018 alle 6.00 pm EST (3.00 am del 18 Settembre 2018 CET) c’è stata la conferenza stampa presso il quartier generale della SpaceX in California ed è stata rivelata l’identità del primo passeggero privato ad aver acquistato un biglietto verso la Luna.
Si tratta di Yusaku Maezawa (per gli amici MZ), di nazionalità giapponese, imprenditore e collezionista d’arte. Stando a quanto previsto viaggerà verso la Luna effettuando solo un flyby a bordo del BFR (Big Falcon Rocket), che durante le conferenza ci è stato mostrato in quella che sembrerebbe essere la sua ultima versione.
Il razzo complessivamente è alto 118 metri, ha un diametro della fusoliera di 9 metri ed è formato da due stadi: il lanciatore e l’astronave.


Il lanciatore (booster) è dotato di 31 propulsori Raptor ed avrà capacità di atterraggio automatizzato, come per il Falcon9, ed avrà un’altezza di 63 metri. I Raptor sono nuovi propulsori a razzo sotto sviluppo da parte di SpaceX che avranno la particolarità di essere alimentati a metano ed ossigeno liquidi, facilmente estraibili dai minerali sparsi nel sistema solare. A parità di dimensioni eserciteranno 3 volte la spinta degli attuali Merlin 1D lavorando a circa 300 bar di pressione e fornendo un impulso specifico ponderale (Isp) di 380 s.
L’astronave è alta 55 metri e sarà spinta da 7 Raptor. A differenza dalla versione proposta l’anno scorso non presenta delle ali, bensì delle “pinne” (fins) che a quanto affermato da Elon Musk durante la conferenza non avranno lo scopo di generare portanza ma quello di mantenere l’astronave nella sua traiettoria al momento del rientro atmosferico e dell’atterraggio, che avverrà usando esclusivamente i propulsori come freno, come per il Falcon9. In totale sono cinque, poste radialmente all’astronave. Le prime tre poste alla base dell’astronave e le ultime due in sommità, rispettando una simmetria centrale ed assiale. Delle cinque, quattro saranno montate su delle cerniere motorizzate che le permetteranno di variare il proprio assetto, permettendo all’astronave di mantenere l’assetto durante un inserimento atmosferico con un angolo d’attacco molto accentuato per smaltire velocità attraverso la sua superficie ventrale, mentre la quinta (una delle tre alla base) sarà fissa e non avrà la funzione di deriva, come affermato dallo stesso Musk.
Qui in seguito potete vedere il video della simulazione estratta dalla diretta alla conferenza (riprodotta 2x):


Un altro segnale che non si tratta di vere e proprie ali si può evincere dal fatto che le tre pinne alla base funzioneranno anche da gambe d’atterraggio.
L’astronave avrà un volume pressurizzato di circa 1000 m3 che comprenderanno le cabine per i passeggeri e gli spazi comuni, più 88 m3 alla base della nave, intorno ai 7 motori Raptor. La navicella adibita a questa missione dovrebbe essere identica a quelle che dovrebbero venir usate per i viaggi verso Marte, con la differenza che probabilmente non sarà installato fin da subito un sistema a ciclo chiuso per la rigenerazione di ossigeno ed acqua ed avrà tutti e sette i motori ottimizzati per funzionare in atmosfera, mentre nella versione marziana tre dei sei propulsori radiali dovrebbero essere ottimizzati per il vuoto (quindi avere un Isp maggiore consumando meno carburante e fornire spinta più a lungo). Inoltre le altre cabine non utilizzate potrebbero contenere acqua, aria e propellente extra.
La missione farà parte del progetto #dearMoon. Infatti MZ vuole portare con se dai 6 ai 8 artisti che sceglierà nei prossimi anni, ma comunque qualche anno prima del 2023 dato che dovranno prepararsi fisicamente e psicologicamente al viaggio. La scelta può ricadere su pittori, scultori, scrittori, ballerini, musicisti, architetti, registi di cinema, fotografi con lo scopo di fornirgli attraverso l’esperienza vissuta in questo viaggio l’ispirazione per delle opere uniche che verranno successivamente esposte in una mostra dedicata.

Il volo prevede solo un flyby, quindi un passaggio ravvicinato, che gli ingegneri cercheranno di rendere più vicino possibile alla superficie lunare. Il viaggio dovrebbe durare complessivamente 6 giorni.

Il BFR ancora è ancora nelle fasi preliminari di costruzione ed il volo è previsto che avverrà nel 2023. Si stanno realizzando già alcune delle parti del primo prototipo come una delle prime sezione cilindriche della fusoliera.

Musk ha dichiarato che attualmente la SpaceX sta coinvolgendo solo il 5% delle proprie energie nel progetto, in quanto al momento il loro obiettivo principale sono la missione per portare astronauti verso la stazione spaziale (ISS) per conto della NASA attraverso la Dragon V2 (verso Aprile 2019), la navicella adibita a trasporto umano ed il lancio dei satelliti dei loro clienti.
Musk prevede che se queste missioni andranno a buon fine potranno deviare sempre più personale verso la realizzazione del BFR rispettando così la tabella di marcia.
Riguardo al biglietto pagato da MZ, si tratta di un ingente versamento di cui ancora non è stata rivelata la cifra che darà un grande contributo alla realizzazione del progetto. Musk ha stimato che il costo complessivo del BFR dovrebbe oscillare fra i 2 ed 10 miliardi di dollari.

Link alla conferenza stampa:

Fonte & Credits immagini: SpaceX

Ti piace quello che scriviamo? Scopri qui come puoi sostenerci!

Venere: siamo pronti per tornarci
Per quanto riguarda le missioni della NASA, Venere è uno dei più trascurati dei nostri vicini, nonostante la vicinanza sia fisica che evolutiva fa sì che avrebbe molto da dirci anche
N6946-BH1: storia di una supernova fallita
Dagli attuali modelli stellari risulta che le supernovae che osserviamo sono meno del previsto. Un nuovo studio, effettuato tramite Lbt, Hubble e Spitzer, potrebbe risolvere
Le dune scure di Marte fotografate dall'MRO


Le macchie scure visibili nelle fotografie sono delle tipiche dune di sabbia marziana. La maggior parte della sabbia sulla Terra è composta del minerale noto come quarzo,
I segni dei ghiacci polari di Marte

In questa immagine prodotta dalla sonda della NASA Mars Reconnaissance Orbiter, si può osservare un aspetto interessante di alcune regioni della superficie marziana. Il terreno  che
Il radiotelescopio cinese FAST entra in funzione
Il 25 settembre scorso è stato inaugurato il Five hundred-meter Aperture Spherical Telescope, il nuovo radiotelescopio cinese. Si tratta del radiotelescopio più grande
Le onde gravitazionali di LIGO mettono alla prova la Relatività Generale
Le onde gravitazionali sono l'ennesima conferma della teoria della Relatività Generale di Einstein, eppure potrebbero nascondere anche un aspetto
20 ottobre, il picco delle Orionidi, i frammenti della cometa di Halley
In agosto stiamo quasi tutti con il naso all'insù a contare le stelle cadenti di San Lorenzo. Tuttavia quello non è l'unico sciame osservabile durante

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: