La fine delle Opportunità

Era pensato per percorrere 1 km in 90 giorni marziani, ed invece è durato 45 km e 15 anni. Ma nonostante questo il mondo dell’astronautica è in lutto: Opportunity è definitivamente perduto.

La missione Opportunity della NASA è stata ufficialmente dichiarata finita.  Nel corso dei 90 giorni marziani per cui la missione era programmata non erano previste tempeste di sabbia globali, evento che ciclicamente si ripete sulla superficie marziana, ma nonostante questo Opportunity è riuscito a sopravvivere alla tempesta globale del 2007. Lo stesso però non è stato per quella più recente ed intensa del giugno 2018, che ha causato la perdita di comunicazioni tra la sonda e la base.

L’ultima comunicazione è avvenuta il 10 giugno 2018, dopodiché sono stati vani i tentativi da parte degli ingegneri della NASA di comunicare tramite oltre 1000 comandi diversi. Martedì 12 l’ultimo di questi tentativi non è andato a buon fine, e con esso le speranze di recuperare il rover.

Opportunity è atterrato il 24 gennaio 2004 nella regione di Meridiani Planum, 7 mesi dopo il suo lancio insieme al rover gemello Spirit (con cui i contatti si sono persi nel 2010), atterrato 20 giorni prima nel cratere Gusev.

Un metro dopo l’altro, il chilometro che Opportunity doveva percorrere è stato esteso ai 45 km che lo hanno portato al bordo occidentale della Valle della Perseveranza: 45 km di analisi dei terreni e dei siti geologici tramite la strumentazione scientifica a bordo.

La scienza si fa con i piccoli passi e non con i record, è vero, ma Opportunity può vantare numerosi record marziani nel corso della sua esplorazione: il 20 marzo 2005 ha stabilito il record di 220 metri di spostamento consecutivo (un giorno di guida); le immagini inviate a terra sono oltre 217 mila (di cui 15 panorami a 360°); con una spazzola ha liberato dalla polvere la superficie di 52 rocce per analizzarne i minerali sottostanti, e di altre 72 per essere analizzate con altri strumenti; nel suo sito di atterraggio ha riconosciuto la presenza di ematite, un minerale che si presenta in sferule generate dalla risalita di acqua (una delle prove più forti di questo processo su Marte).

Questi sono solo alcuni dei meriti da record di Opportunity, e sicuramente molto altro sarà ancora scoperto in futuro tramite l’analisi dei suoi dati. Non possiamo far altro che utilizzare il suo lascito da record per proseguire nell’esplorazione del Pianeta Rosso con il sogno, un giorno, di poterci mettere piede anche noi.

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Sul sito del New York Times è stata pubblicata una grande mappa interattiva che mostra la strada percorsa dal rover nel corso di questi anni: clicca qui per vederla.

Fonte: NASA

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