Micrometeoriti, raggi cosmici e tardigradi nei cieli calabresi

Ospitiamo il contributo di Nicola Mari, geologo planetologo dell’Università di Glasgow, che negli ultimi giorni è stato impegnato in un’esperienza incredibile: un team di ricerca internazionale ha infatti lanciato un pallone atmosferico nei cieli calabresi per catturare raggi cosmici, frammenti di meteoriti e studiare i tardigradi in ambiente spaziale.

La Terra è costantemente colpita da una pioggia di raggi cosmici e dall’entrata in atmosfera di particelle di origine extraterrestre (micro meteoriti o polvere spaziale). Studiare questi fenomeni direttamente in stratosfera è ottimale perché i raggi cosmici subiscono meno scattering atmosferico e i micro-meteoriti non presentano alcun segno di alterazione terrestre.

Il pallone-sonda è stato lanciato lo scorso sabato da Camigliatello Silano, nel cuore della Sila in Calabria. L’altezza raggiunta dalla sonda in atmosfera è stata da record per quanto riguarda la Calabria: 34.111 metri! Durante il suo viaggio nel vicino spazio, le GoPro presenti all’interno della sonda hanno potuto filmare il tutto e riportare emozionanti foto della Calabria vista dallo spazio. Dopo il suo viaggio in stratosfera, la sonda è atterrata in una foresta della Sila, dove è stato possibile rintracciarla e trovarla tramite sistemi GPS. Il problema seguente è stato quello di raccogliere effettivamente la sonda, poiché la stessa è rimasta impigliata sulla cima di un albero alto almeno 10 metri: ci sono stati numerosi tentativi per riuscire a riportare la sonda a terra utilizzando sassi, corde, archi e frecce, droni (e addirittura una canna da pesca!) e alla fine ci si è riusciti.

Ecco tutte le componenti della sonda di MoCris.

Con questi obiettivi in mente, un progetto spaziale realizzato in Calabria chiamato “MoCris” (Measurement of Cosmic Ray in Stratosphere) ha ideato e progettato un pallone-sonda stratosferico per studiare il flusso di raggi cosmici, tramite rilevatori, e cercare di catturare micro-meteoriti o polvere spaziale, tramite l’aerogel (lo stesso usato dalla NASA per la missione Stardust, ad esempio). Questo progetto è nato dalla collaborazione dell’azienda ABproject, Ocra INFN (Istituto Nazionale di Fisica Nucleare), e il Liceo Scientifico di Cariati tramite il progetto di alternanza scuola-lavoro capitanato da Domenico Liguori.

Gli esperimenti a bordo della sonda realizzata da Antonino Brosio e Antonella Tripodi (ABproject) erano di diversa natura: il primo esperimento riguardava due rilevatori di raggi cosmici ArduSiPM, sviluppati da Valerio Bocci e Francesco Iacoangeli dell’INFN di Roma, che hanno permesso di studiare come il flusso dei raggi cosmici varii a seconda della quota della sonda; il secondo esperimento riguardava la cattura di micro-meteoriti tramite aerogel, che una volta analizzati da Paola Donato (Università della Calabria), Rocco Dominici (Università della Calabria) e Nicola Mari (University of Glasgow) forniranno preziose informazioni su quale sia l’origine degli sciami meteoritici di inizio estate – ovvero se sono dovuti ad un asteroide o ad una cometa; il terzo esperimento riguardava lo studio degli effetti dei raggi cosmici su una colonia di tardigradi (microrganismi), che sono stati spediti in stratosfera all’interno della sonda, per stabilire se sono abili a sopravvivere in condizioni ambientali estreme. Tutti questi dati potranno essere oggetto di importanti pubblicazioni scientifiche nei prossimi mesi.

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