Se i buchi neri rendessero meno oscura la materia

Uno studio di Alexander Kashlinsky della NASA spinge per l’idea che la materia oscura sia costituita da buchi neri primordiali e non da particelle esotiche e misteriose come comunemente ritenuto.

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Lo studio unisce varie osservazioni, in primis studi sulla Radiazione Infrarossa di Fondo (CIB) e conclude che sono coerenti con l’ipotesi che la materia oscura sia legata all’esistenza di buchi neri primordiali, ossia formati nei primi istanti di vita dell’universo, come quelli che hanno generato la famosa onda gravitazionale rivelata da LIGO. Quest’ultima osservazione è stata determinante nello studio, in quanto ha permesso l’analisi delle masse dei due buchi neri che, collidendo, hanno generato l’onda gravitazionale e che sono risultati di 29 e 36 masse solari.
Tutte le galassie si troverebbero immerse in una sfera di buchi neri, ognuno di circa 30 masse solari, e ciò spiegherebbe la massa “in più” necessaria per far quadrare i modelli disponibili.

La materia oscura costituisce uno dei maggiori misteri che si hanno in ambito cosmologico e poterne spiegare la natura sarebbe un enorme passo avanti nelle conoscenze che possediamo dell’Universo e della sua storia.

Qualche link per approfondire:

[1] A. Kashlinsky, LIGO gravitational wave detection, primordial black holes, and the near-IR cosmic infrared background anisotropies

[2] Media INAF, E se la materia oscura fosse fatta di buchi neri?

[3] B.J.Carr, Primordial Balckholes – Recent Development

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