ASASSN-15lh: un buco nero che sembra una supernova

Recentemente è stato pubblicato uno studio riguardo a ASASSN-15lh, dove si indicava l’oggetto come la più intensa supernova mai osservata. Uno studio approfondito effettuato anche tramite il telescopio spaziale Hubble sembra invece indicare che si tratti di un fenomeno ben diverso: una stella finita tra le fauci di un buco nero.

Rappresentazione artistica del fenomeno di distruzione tidale. Credits: ESA/NASA HST

Già un’esplosione di supernova così intensa sarebbe stato un fenomeno molto raro, ma la nuova interpretazione riguarda un fenomeno ancora più raro ed estremo.

ASASSN-15lh, si trovava a circa 3.8 miliardi di anni luce di distanza nella galassia dal nome poco amichevole di APMUKS(BJ) B215839.70-615403.9, situata nella costellazione australe dell’Indiano. Essa è stata scoperta il 14 giugno scorso dall’osservatorio cileno Cerro Tololo. Durante l’esplosione quella che si pensava essere una supernova ha raggiunto le 570 miliardi di luminosità solari (20 volte la luminosità totale della Via Lattea), un valore mai osservato per fenomeni di supernova.

La nuova interpretazione è stata proposta da un team internazionale guidato da Giorgios Leloudas, dell’israeliano Weizmann Institute of Science e del danese Dark Cosmology Centre. “Abbiamo osservato la sorgente per 10 mesi seguento l’evento – spiega Leloudas – e abbiamo concluso che la spiegazione difficilmente può essere quella di una supernova estremamente luminosa. I nostri risultati indicano che l’evento è stato probabilmente causato dalla distruzione di una stella di piccola massa in un buco nero supermassiccio in rapida rotazione“.

In questo scenario, l’estrema forza gravitazionale di un buco nero supermassiccio localizzato al centro di una galassia avrebbe distrutto una stella di massa simile a quella del nostro Sole che si era avvicinata troppo. Il fenomeno viene detto evento di distruzione tidale, ed è stato osservato solo una decina di volte.

Ma perché non si potrebbe trattare di una supernova? L’evento è avvenuto in una galassia ricca di stelle rosse e massive, non molto attiva ed in genere galassie di questo tipo non ospitano eventi superluminosi, che in genere avvengono in galassie nane ricche di stelle in formazione. Inoltre si è osservato anche un aumento della luminosità nell’ultravioletto che non si osserva nelle supernove. Non è impossibile che si tratti di una supernova, ma è piuttosto difficile. Ma anche un semplice evento di distruzione tidale non potrebbe funzionare, se il buco nero non fosse in rapida rotazione.

Le misure effettuate sulla galassia ospite indicano che il buco nero al suo interno sia di circa 100 milioni di masse solari, un valore che non permetterebbe in genere la distruzione tidale all’esterno del suo orizzonte degli eventi, il limite oltre il quale è impossibile fuggire dall’attrazione gravitazionale a meno di non andare più veloci della luce (cosa impossibile). Ma se il buco nero è un buco nero di Kerr, ossia è in rapida rotazione, questo limite non è più valido.

Anche con tutti i dati raccolti non possiamo essere certi al 100% che si tratti di un evento di distruzione tidale – conclude Leloudas – ma è sicuramente la spiegazione più probabile“.

Fonte: HST, Spinning black hole swallowing star explains superluminous event, 12 dicembre 2016

 

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