La prima immagine 3D di una nube molecolare

Utilizzando il Telescopio Spaziale Herschel dell’ESA, due ricercatori hanno osservato una nube molecolare situata a 570 anni luce di distanza dalla Terra nella costellazione della Mosca e sono riusciti a costruirne una mappa tridimensionale. Lo studio è stato pubblicato su Science e si tratta di un passo decisivo per lo studio dei processi di formazione stellare.

Da tempo sappiamo che le nubi interstellari sono il luogo in cui nascono le stelle. Solo qui infatti le condizioni di temperatura e pressione diventano tali da poter portare all’innesco delle primissime reazioni nucleari. Il preludio di tale processo è l’aumento di opacità della nube, che appare quindi come una nube oscura: questo aumento indica infatti che la radiazione resta intrappolata tra le polveri, determinando un aumento della temperatura interna dell’oggetto. L’analisi tridimensionale di tali nubi può essere fondamentale per comprendere come si può innescare il processo di formazione stellare, ed in particolare come avviene l’interazione tra magnetismo, gravità e turbolenza, ma tali analisi sono molto complicate dal fatto che non abbiamo una visione tridimensionale di questi oggetti, visibili solo in due dimensioni dal nostro punto di vista.

A. Tritsis e K. Tassis, rispettivamente dell’Australian National University e dell’Università di Creta, sono riusciti a ricostruire per la prima volta una mappa tridimensionale di una di queste nubi: la nube molecolare Dark Doodad, una nebulosa oscura situata a circa 570 anni luce di distanza dalla Terra nella costellazione della Mosca. Dark Doodad presenta delle striature nelle regioni più dense che si formano probabilmente a causa della propagazione di onde attraverso la nube. Analizzando queste onde hanno compreso che si tratta di onde dovute ad oscillazioni del campo magnetico (onde magneto-idrodinamiche).

Attraverso simulazioni magnetoidrodinamiche tese a ricostruire quale forma della Dark Doodad potesse portare al pattern osservato di striature, i ricercatori sono arrivati a concludere che osserviamo la Dark Doodad di taglio ed è un “foglio” che si estende per circa 26×20 anni luce. In passato si riteneva che tale nube fosse un filamento sottile, e l’aver scoperto che la forma era del tutto differente, lascia intuire la potenza di questo metodo per l’analisi delle strutture nebulari. In futuro le stesse tecniche potrebbero essere utilizzate anche per ricostruire la forma di altre nubi simili, così da avere un campionario sufficientemente elevato da poter studiare i legami con la formazione stellare.

Fonte: Science

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