Termografia di Ryugu

Uno studio dell’asteroide Ryugu usando il Thermal Infrared Imager (TIR) della sonda Hayabusa2 ha permesso di ottenere una mappa tridimensionale della distribuzione di temperatura da 20 km di distanza dalla superficie dell’asteroide.

L’immagine mostra le differenze di temperatura sulla superficie durante una rotazione, con il rosso che indica la temperatura maggiore. Una mappa di questo tipo è utile perché permette di comprendere meglio i dettagli superficiali dell’asteroide, come crateri e massi che portano a differenze misurabili di temperatura. Inoltre, si evidenzia una differenza di temperatura tra gli emisferi nord e sud dell’asteroide: la causa è il ciclo stagionale dovuto all’inclinazione dell’asse di rotazione. Infatti attualmente all’emisfero sud (la parte alta nella figura) è estate.

Quello che è indicato come 4000 nella scala della figura corrisponde a 100°C, mentre la minore è attorno ai 20°C. La temperatura dipende anche dalla distanza dal Sole, e si abbassa quindi nelle fasi orbitali in cui l’asteroide si trova più lontano.

Fonte: JAXA

Ti piace quello che scriviamo? Scopri qui come puoi sostenerci!

5 curiosità su Isaac Newton
Ormai è diventato un'icona della scienza, dopo essere stato un matematico, fisico, filosofo naturale, astronomo, teologo e alchimista inglese, Isaac Newton è celebrato come il più grande scienziato
Dal Giappone all'ISS: intervista a Marco Casolino, primo ricercatore all'INFN
Marco Casolino è un Fisico che opera presso l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, dove è Primo Ricercatore; tiene corsi sui raggi cosmici
Water Harvesting: una soluzione futuristica per la mancanza d’acqua?
Circa 4 miliardi di persone sulla terra hanno accesso limitato all’acqua e oltre 1.7 milioni persone all’anno muoiono per carenza di acqua o per la
L'importanza della filosofia nella ricerca scientifica
Mi trovo spesso dentro discorsi dove si "disdegna" e si declassifica la filosofia nell'ambito scientifico, come se parlare di metafisica fosse un crimine contro l'umanità.
Nakhliti e vulcani marziani: nuovi importanti indizi sulla loro storia
Un nuovo studio pubblicato su Nature a prima firma B.E. Cohen fornisce importanti ed innovativi indizi sull'evoluzione dei vulcani marziani e sull'origine
Premio Nobel per la chimica 2016
Annunciato oggi il premio Nobel per la chimica, assegnato a Sauvage, Stoddart e Feringa, per i loro studi sulle macchine molecolari. 



Jean-Pierre Sauvage, J. Fraser Stoddart e
Quando lo Spazio Esterno si avvicina
La linea di Kármán, la demarcazione tra l'atmosfera terrestre e lo spazio esterno, potrebbe essere più vicina di quanto finora ipotizzato. Un nuovo studio la pone infatti a 20 km in

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: