I pezzi migliori della collezione

Milioni di persone hanno potuto assistere ad una spettacolare eclissi solare dagli altipiani andini, altre centinaia di migliaia la hanno seguita in diretta streaming. Sono eventi rari sia nel tempo che nello spazio, cui prima dell’avvento di internet poteva capitare di non assistere neanche una volta nella vita e che in un lontano futuro non sarà più possibile osservare.

Lo sanno bene i collezionisti: l’unicità e la rarità sono di per loro qualità preziose in una collezione. L’astronomia è piena di eventi cui si può assistere una sola volta nella vita: ogni anno gli appassionati si emozionano almeno per un fenomeno che non accadrà più o che non tornerà a farsi vedere prima di 10, 100, 1000 anni. Già questo li rende imperdibili pezzi rari da aggiungere alla propria collezione di esperienze vissute. Sono spesso momenti così coinvolgenti da far appassionare anche i meno appassionati, che per qualche minuto volgono lo sguardo verso il cielo, e magari scattano una foto e ne parlano con amici e parenti. Sono canali unici in cui l’astronomia passa sulla bocca di tutti e non solo della stretta cerchia di appassionati. Le eclissi solari sono sicuramente tra i più spettacolari eventi di questa categoria: quella osservata nei cieli andini ad esempio non tornerà prima di due secoli, e la prossima eclissi totale visibile integralmente dal territorio italiano sarà nel 2081.

Ma a rendere ancora più preziosa l’esperienza dell’eclissi solare totale è il fatto che si tratti di un fenomeno cui si può assistere solo ed unicamente grazie ad una coincidenza storica che non era presente nel passato e che non lo sarà nel futuro. Un’eclissi, in generale, è un transito della Luna davanti al disco solare. Può essere parziale, se il centro del disco lunare non passa sul centro del disco solare e quindi solo parte del Sole viene oscurato, o totale, se invece questi due punti si trovano quasi a coincidere in un istante. Quell’istante è il picco dell’eclissi, attorno al quale è possibile assistere a tutta la magia dell’evento: la luce del Sole è quasi integralmente bloccata dalla Luna, per pochi istanti diventa notte in pieno giorno ed ai bordi della Luna e solo un sottile anello di luce, la corona solare, ricorda che il Sole è proprio lì dietro in attesa di tornare ad irraggiare la superficie terrestre.

Può avvenire anche che, nonostante i centri dei due dischi si intersechino, non ci sia un’eclissi totale, ma un’eclissi anulare, la quale oltre alla corona lascia intravedere un’anello di disco solare. Per capire tutte queste possibilità e perché cambieranno nel tempo dobbiamo guardare un po’ più da vicino l’orbita del nostro satellite. La Luna è circa 400 volte più piccola del nostro Sole, ma la fortuna di questa epoca è che si trova anche circa 400 volte più vicina. Questo significa, semplicemente, che da qui Sole e Luna hanno le stesse dimensioni apparenti di circa mezzo grado di cielo in diametro. In queste condizioni, un passaggio della Luna tra noi ed il Sole è quindi in grado di coprire completamente il disco solare lasciando fuori solo ciò che effettivamente non fa parte del disco: la corona.

Ma ci sono almeno due “ma” da aggiungere a questo discorso. L’orbita lunare, come le orbite di tutti i corpi legati dalla gravità in un sistema, è ellittica. Un’ellisse molto simile ad una circonferenza, ma pur sempre un’ellisse di cui la Terra occupa uno dei due fuochi, come ci ricorda il buon vecchio Keplero. Ciò significa che in alcuni momenti la sua distanza da noi è leggermente maggiore, in altri leggermente minore, a seconda del punto dell’ellissi in cui la Luna si trova, e di conseguenza il disco lunare sarà a volte delle stesse dimensioni apparenti del Sole, a volte leggermente più piccolo, dando luogo all’eclissi anulare.

Inoltre, e qui arriva il secondo ma, la Luna si allontana di circa 3,8 centimetri all’anno dalla Terra. Questo è un fenomeno ben noto e che deve la sua origine alla stessa forza che causa le maree. La Luna attrae verso di sé la superficie terrestre, e soprattutto le sue masse di acqua, in misura maggiore sulla parte a lei più vicina, generando un rigonfiamento, ed in misura minore dalla parte opposta. Tuttavia, il rigonfiamento non si forma istantaneamente, ci vuole del tempo per spostare tutta quella massa. Nel frattempo la Luna continua ad orbitare e la Terra a ruotare, ed in questo modo la prima si trova sempre sfasata rispetto alla posizione di tale rigonfiamento: è così che si genera una sorta di attrito, detto attrito mareale. Il fatto che il rigonfiamento non si trova sulla linea che collega Terra e Luna fa infatti sì che l’attrazione gravitazionale non sia massima verso il centro dei due corpi ma verso il rigonfiamento mareale, con il risultato di uno scambio di energia tra i due corpi: la Terra rallenta un po’, come un’automobile in corsa cui vengano legati dei mattoni al portabagagli, la Luna si allontana un po’ e l’energia totale del sistema si conserva.

Ma tutto questo cosa c’entra con le eclissi? Molto, perché se la Luna si allontana il suo disco diventa sempre più piccolo e prima o poi arriverà il momento in cui le eclissi totali non potranno più esistere. A quel punto, tutte le eclissi non parziali saranno anulari. Ma niente paura, ciò non avverrà prima di centinaia di milioni di anni, quindi c’è ancora in tempo per andare ad ammirare l’eclissi totale che il 14 dicembre 2020 sarà visibile nel Sudamerica meridionale, o per aspettare quella che nel 2081 sarà visibile dal Bel Paese.

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