3 tipi di frane sul pianeta nano Cerere

Tramite i dati della sonda Dawn della NASA è stato possibile osservare numerose frane sul pianeta nano Cerere, causate probabilmente da una significativa quantità di ghiaccio d’acqua sulla superficie.

La figura a sinistra mostra una frana di tipo I, arrotondata e ampia, con spessa estremità basale. Questo tipo di frane assomiglia ai ghiacciai rocciosi terrestri, accumuli di ghiaccio e detriti spigolosi. Si trovano perlopiù ad elevate latitudini, dove si ritiene che risieda la maggior parte del ghiaccio di Cerere.

La figura centrale mostra una frana di tipo II: in genere più sottili ed allungate di quelle di tipo I, sono le più comuni su Cerere. Assomigliano da vicino alle valanghe terrestri.

Infine, una frana di tipo III è mostrata nella figura di destra, che raffigura il cratere Datan. Questo tipo di frana, secondo uno studio, è legato alla fusione del ghiaccio, sebbene non si sappia ancora se c’è effettivamente dell’acqua in questa regione. Probabilmente tale fusione del ghiaccio è legata all’impatto di meteoriti.

Fonte: NASA/JPL photojournal

La grande divisione all’interno del Sistema solare

Una ricerca pubblicata su Nature Astronomy fornisce nuovi indizi sul perché nel corso dell’evoluzione del Sistema solare sia avvenuta una separazione tra pianeti rocciosi
9 giorni di silenzio da Marte
Dal 22 luglio al 1 agosto le comunicazioni con le sonde ed i rover con i quali studiamo il Pianeta Rosso saranno disattivate. Il 27 luglio Marte e Sole sono infatti in congiuzione, che vuol
Il Dna: la base della vita

L'acido desossiribonucleico, o Dna, è la molecola alla base della vita, almeno per come la conosciamo sulla Terra. La sua scoperta travagliata è il frutto di quasi un secolo di ricerche iniziate
DES: termina oggi la Dark Energy Survey
Dopo avere osservato in profondità circa un quarto del cielo australe nel corso di sei anni, la Dark Energy Survey sta concludendo la sua acquisizione dati.

La Dark Energy Survey
Micrometeoriti, raggi cosmici e tardigradi nei cieli calabresi

Ospitiamo il contributo di Nicola Mari, geologo planetologo dell'Università di Glasgow, che negli ultimi giorni è stato impegnato in un'esperienza incredibile:
Un anello circumsolare per Mercurio
Anche Mercurio condivide la sua orbita con un denso anello di polveri. Una scoperta fortuita che fornisce indizi molto preziosi per la formazione planetaria e per l'analisi della radiazione
Le nuove foto della cometa di Rosetta in HD
Può una cometa cambiare nel tempo? Vedendo le immagini spesso si ha l'impressione che quei "sassi" che orbitano nel Sistema Solare siano dei corpi deserti e sempre uguali a

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: