Kepler-1625b-I: la prima candidata Esoluna

La ricerca dei pianeti extrasolari è attualmente una delle maggiori sfide tecnologiche in campo astrofisico, in quanto richiedono enorme precisione della strumentazione e grande accuratezza nelle analisi. Ma nonostante ciò, uno studio a prima firma A. Teachey della Columbia University si è riuscito a spingere molto oltre, trovando forse la prima luna extrasolare.

Le esolune sono una vera propria sfida della moderna astronomia, e se ciò non bastasse a renderne la ricerca interessante, offrono anche la possibilità di dare importanti informazioni utili per i modelli di formazione ed evoluzione dei sistemi solari, dei pianeti e dell’abitabilità.

Nel loro studio Teachey et al. hanno analizzato 284 pianeti tra quelli scoperti dalla missione Kepler che potenzialmente potevano ospitare una luna per cercare potenziali satelliti. Questi pianeti erano piuttosto variegati: dai pianeti terrestri a quelli gioviani situati tra 0.1 e 1 Unità Astronomica dalla propria stella, dove 1 UA è la distanza media Terra-Sole.

Teachey et al. hanno allora riportato la possibile presenza di Kepler-1625b-I, una luna orbitante attorno al pianeta Kepler-1625b, a sua volta orbitante attorno alla stella Kepler-1625, situata a 4000 anni luce da noi.
Non è certo che si possa trattare di una luna: il segnale che si è osservato è coerente con un satellite, ma potrebbe dipendere infatti anche da altre cose.
Prossimamente gli occhi dell’Hubble Space Telescope saranno puntati verso questa stella per cercare conferma della presenza di questa luna.
Prima immagine della nascita di un pianeta
Per la prima volta, un team di astronomi è riuscito ad osservare direttamente un pianeta in formazione attorno ad una stella, confermando anche i modelli di formazione stellare
I segni dei ghiacci polari di Marte

In questa immagine prodotta dalla sonda della NASA Mars Reconnaissance Orbiter, si può osservare un aspetto interessante di alcune regioni della superficie marziana. Il terreno  che
SpaceUp 2018: resoconto della non-conferenza pisana
Lo SpaceUp di quest'anno si è tenuto a Pisa. Sulle rive dell'Arno 2 giorni di conferenza, anzi di non-conferenza, sull'esplorazione spaziale e l'astronautica. Qui il
Le ultime immagini di Opportunity
Queste immagini sono le ultime prese da Opportunity prima che la sua ultima tempesta di polvere globale oscurasse il cielo, portando alla perdita definitiva delle comunicazioni con il
Ammasso o Galassia?

Il protagonista della foto è Omega Centauri (NGC 5139). Ad una prima occhiata può sembrare una stella, dalla luce soffusa, poco definita, ma pur sempre una stella. Eppure, vedendola un po' più da
Perché nello spazio non si propaga il suono

Un classico della fantascienza: navi stellari che si sparano distruggendosi con gran fragore. Eppure nello spazio quei suoni non dovrebbero sentirsi, il suono non si propaga
IV Static Fire Test di Starship

Nel frattempo, mentre si aspetta di poter riprovare a lanciare gli astronauti Bob e Douglas all'interno della Crew Dragon, al cantiere ed al sito di lancio della SpaceX situato a Boca

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: