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I segni lasciati dall’acqua nei bacini marziani

Su Marte di acqua ce n’era molta, ed i segni della sua permanenza sono ben visibili all’interno dei bacini che la ospitavano. Il cratere di Gale è un perfetto esempio di questi bacini: circa tre miliardi di anni fa si sono depositate le rocce sedimentarie in fondo a questo cratere in una struttura simile a quelle che possiamo osservare sulla Terra in situazioni analoghe.

L’acqua ricca di sedimento fluisce nel lago, dove il sedimento tende a depositarsi. Lo spessore del deposito e la dimensione delle particelle di sedimento diminuisce più l’acqua è profonda, come si vede ad esempio confrontando le due seguenti fotografie scattate nel cratere di Gale.

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Un esempio di deposito spesso in una parte più superficiale del cratere di Gale. Credits: NASA
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Un esempio di deposito sottile nelle parti più profonde del cratere di Gale. Credits: NASA

Oltre a ciò, le misure di Curiosity nell’interno del cratere, alla base del Aeolis Mons (Mount Sharp) hanno mostrato una corrispondenza chiara tra le caratteristiche fisiche della roccia sedimentaria da diverse parti del bacino lacustre ed il loro livello di ossidazione, ossia l’alterazione chimica delle rocce a causa del contatto tra i minerali che le compongono e l’ossigeno. Le rocce depositate verso i bordi del cratere erano più ossidate, quelle verso regioni più interne lo erano meno. Questo fenomeno viene spiegato supponendo che i bordi del cratere sono più vicini alla superficie e quindi più esposti agli effetti ossidanti dell’atmosfera.

Questo diagramma mostra proprio questo processo di sedimentazione che porta alla stratificazione che oggi possiamo osservare all’interno di tali bacini.

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Fonte: NASA/JPL Photojournal

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